“Paul Gascoigne possiede intelligenza calcistica a palate (ed è un’intelligenza abbagliante, che comporta, tra le altre doti, una sorprendente coordinazione e la capacità di...

Paul Gascoigne possiede intelligenza calcistica a palate (ed è un’intelligenza abbagliante, che comporta, tra le altre doti, una sorprendente coordinazione e la capacità di sfruttare all’istante una situazione che nel giro di due secondi non sarà più la stessa), tuttavia è evidente e leggendaria la sua assoluta mancanza del benché minimo buonsenso“.

Per introdurvi questo personaggio ci affidiamo all’inchiostro dell’immenso Nick Hornby, l’autore di un libro cult per tutti noi che amiamo il calcio, Fever Pitch (Febbre a 90).

Non sarà la classica storia alla quale siete abituati, per Paul Gascoigne abbiamo riservato qualcosa di speciale. Si perché speciale, nel senso etimologico del termine, è qualcosa di eccezionale, straordinario che si contrappone all’abitudinario, al normale.

E Paul “Gazza” Gascoigne ,credeteci, di normale non ha proprio nulla. Da ragazzino era bravo, talentuoso, ma non era un prodigio. La corsa era sporca ,quasi goffa, la faccia sbilenca. Middlesbrough, Ipswich e Southampton lo scartano ai provini, anche per via di quel fisico da barilotto.

Crescendo dimagrisce ma il fisico robusto rimane, così come quella faccia da adolescente perenne per cui Agnelli lo definì “un soldato di ventura con la faccia da bambino”. Sembra allegro, sbruffone nel senso più genuino ed in campo gioca più per gli altri che per sé stesso.

Veniamo però a ciò che ci interessa di più, ovvero agli aneddoti sulla sua vista sportiva e non, che sono pressoché infiniti. Alcuni di essi sconfinano perfino nella leggenda, per dirvi quanto abbia fatto parlare di sè. Noi abbiamo cercato di raccoglierli tutti, per lo meno quelli di cui siamo venuti a conoscenza, e li abbiamo radunati per voi in questa Enciclopedia delle Gazzate.

  • Ringhio Gattuso, centrocampista dei Rangers dal 1997 al 1998, è uno che qualcosina su un campo di gioco dovrebbe averla vista. Eppure, quando gli si chiede di Gascoigne, anche lui va in difficoltà: «Vuole che le racconti il mio primo giorno in Scozia? Gazza mi ha cagato dentro i calzettoni di gioco» 
  • Dino Zoff non ha avuto vita facile con Gascoigne. Due personalità all’opposto: tanto timido e riservato uno, quanto estroverso, imprevedibile e, fondamentalmente matto, l’altro. Così, nel ritiro della Lazio dell’epoca, capitava di poter assistere a scene del genere, scene alle quali anche il mitico Dino nazionale doveva arrendersi: «Gascoigne, una volta, nonostante io avessi cercato di dissuaderlo, se ne andò dal ritiro la sera del sabato perché era arrivata la sua fidanzata. Il giorno dopo, il giorno della partita, ero a pranzo con una parte del mio staff e me lo vidi piombare completamente nudo al ristorante. Non nudo con gli slip e i calzini: proprio nudo. E Gazza mi disse: “Mister, mi hanno detto che mi voleva e non ho fatto in tempo a vestirmi”. Aveva cambiato idea. Ovviamente non l’ ho fatto giocare ma con uno così, a suo modo geniale, come ci si può arrabbiare?»
  • Nemmeno nel talamo nuziale Gazza rientrava nei confini dell’ordinario. «Gascoigne pensava sempre al sesso, avrei potuto dire di no ma non sarebbe servito: non si sarebbe fermato. Per lui farlo anche dieci volte al giorno era normale»
  • A parlare è l’ex (fortunatamente per lei) moglie di Gazza, Sheryl Failes, picchiata e violentata (o almeno così sostiene) dall’ex laziale. Tra le tante cose, prima di sposarla, Gazza pretese che si rifacesse il seno.
  • Ah, vi vogliamo solamente accennare il matrimonio della coppia, i giorni felici. Alla cerimonia Paul si presenta in frac, a bordo di una Cadillac bianca. Lunga nove metri. Dentro c’è l’inseparabile Jimmy Cinquepance. Per gli amici, si fanno le cose in grande, si affittano 96 camere per 100 invitati e si paga il conto: 100.000 sterline.
  • «Ho sempre vissuto solo per il calcio e quando ho smesso, mi alzavo la mattina e mi chiedevo “e ora cosa diavolo faccio?”»
  • Paul è consapevole di aver attraversato periodi bui con l’alcool. Molto consapevole. «Mi ricordo i giorni in cui alle 7 del mattino la sola cosa che avevo in mano era una bottiglia di gin»
  • Gascoigne suscita clamore anche in Scozia: durante un Old Firm, il grande derby tra i cattolici del Celtic e i protestanti del Rangers, festeggiando un gol ha l’idea geniale di andare a festeggiare sotto la curva avversaria mimando un flauto e suonandolo in allegria. Perchè? Perchè sta mimando la sfilata annuale dei protestanti orangisti nordirlandesi, e i tifosi del Celtic non la prendono proprio benissimo. Minacce di morte e scorta personale per Gazza dal giorno dopo.
  • Gascoigne riusciva a sorprendere tutti, anche le leggende vere come George Best: « Una volta dissi che il Q.I. di Gazza era inferiore al suo numero di maglia e lui mi chiese: “Che cos’è un Q.I.?” »
  • Europei 1996, quelli che l’Inghilterra gioca in casa. Qualche mese prima un barista aveva venduto ai tabloid delle foto raffiguranti Paul Gascoigne disteso lungo lungo su di un tavolo, con alcuni suoi compagni intenti a versargil addosso della tequila. Gazza replicò la scena in campo esultando dopo un gol, forse il più bello messo a segno in carriera, nella partita contro la Scozia.
  • L’abbiamo detto tante volte: sotto una scorza da delinquente si nasconde spesso un cuore grande e una sensibilità nascosta. Come quella volta durante il suo primo derby: a pochi minuti dalla fine, quel famoso gol di testa. E la corsa sotto la Nord, come un pazzo scellerato, senza pensieri, senza freni. E poi via, a piangere come un bambino.
  • Si, un cuore grande. Come quella volta che un 17enne Marco Di Vaio, a spasso con Gazza, si incantò davanti ad una vetrina a guardare un telefono cellulare, all’epoca ancora merce costosa. Gazza, senza troppi giri di parole, disse al giovane Marco “Se lo vuoi, perchè non te lo compri?“. Di Vaio gli fece capire di non poterselo permettere. Al primo allenamento successivo, Gascoigne si presentò con il telefono e lo regalò a Di Vaio.
  • Al Tottenham è il beniamino dei tifosi: gli cantano uno dei cori più belli della storia del pallone: “He’s fat, he’s round, he bounces on the ground“. E’ grasso, è rotondo, rimbalza sul terreno di gioco. Stessi argomenti, ma usati dagli avversari, per insultarlo e lanciargli improperi: lo chiamano fatman, porky, gli lanciano Mars, Twix, Bounty e quant’altro dagli spalti. Lui guarda, sorride, scarta le confezioni e divora tutto con un gran sorriso. Poi, quando segna, i suoi tifosi gli fanno abbracciare in tutta serenità delle fantastiche bambole gonfiabili.
  • Il compianto Bobby Robson, tecnico della nazionale inglese e leggenda del calcio britannico, lo descrisse in poche ma incisive parole: daft as a brush (pazzo come una spazzola.
  • Quando alla Lazio arriva Zeman qualcuno pensa che Gascoigne possa mettere la testa a posto, soprattutto durante le leggendarie e famigerate preparazioni del tecnico boemo, a suon di gradoni da percorrere su e giù. A Gazza tutto ciò interessa ben poco: una volta Paul gli ruba il fischietto e lo mette al collo di un tacchino. Di tanto in tanto gli piace fare la pipì sui compagni intenti a farsi massaggiare sul lettino.
  • Corrono voci incontrollate che una volta, in un bar di Roma, Zeman entrò ignaro del fatto che nello stesso locale ci fosse anche Paul Gascoigne: e pare che il nostro eroe stesse serenamente sorseggiando un buon bicchiere di gin. Peccato fossero le 10 del mattino.
  • A volte, le parole non servono. Partita contro la Juventus, Gascoigne è in tribuna causa infortunio. Si dirigono verso di lui i giornalisti per ascoltare qualche parola in diretta. Gazza ascolta pazientemente quanto hanno da chiedergli i giornalisti e risponde laconicamente ed ermeticamente: con un rutto. Il giorno dopo le immagini erano su tutti i giornali, del rutto se ne discusse persino in Parlamento.
  • Il rispetto per l’autorità, prima di tutto. Una volta, durante una partita, l’arbitro ha la malaugurata idea di ammonirlo: il cartellino però gli cade e Gascoigne lo raccoglie con un gesto gentile. Se non fosse che si gira verso il direttore di gara e gli sventola il cartellino giallo in faccia.
  • 1992, vigilia della partita di qualificazione mondiale tra Norvegia ed Inghilterra. Uno sventurato giornalista della televisione norvegese, nella sua sconcertante ingenuità, chiede a Paul Gascoigne se avesse un messaggio da mandare alla Norvegia. Il magnanimo Gazza non si fa pregare due  volte: « Yes! Fuck off Norway! »
  • Ai tempi della Lazio la situazione ad un certo punto sfuggì di mano. Come quando il compagno di squadra Luigi Corino, appena diventato padre, portò la foto del piccolo per mostrarla, orgoglioso, ai compagni di squadra. La foto sparì in circostanze misteriose. Circostanze che diventarono più chiare quando il giorno successivo Paul Gascoigne fece il suo ingresso in campo con una t-shirt bianca con una foto stampata sopra: si, era il nuovo erede Corino e sopra c’era scritto “Corino palle grosse“. Era un tributo alla generosità del compagno in campo.
  • Anche Gazza, come tanti altri campioni, è andato a svernare nel calcio del terzo mondo. Nel suo caso, Cina. E, a tal proposito, Paul ebbe qualche rimostranza nei confronti della dieta cinese: «In questi giorni ho mangiato di tutto. Teste d’anatra, teste di pollo, zampe di gallina, pipistrelli e altre amenità. Secondo me, se continuo con questa dieta, finirò per volare.»

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

No comments so far.

Be first to leave comment below.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *