Un vecchio, consumato e quantomai abusato adagio, nel quale proviamo comunque a crogiolarci senza indugio più o meno tutti, recita testualmente così: “Quando il...

Un vecchio, consumato e quantomai abusato adagio, nel quale proviamo comunque a crogiolarci senza indugio più o meno tutti, recita testualmente così: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare“. E, probabilmente, per la posta in palio e per il clima che si era venuto a creare, se c’era una partita a cui si poteva appiccicare questa etichetta, era questo Juventus-Napoli.

La sfida tra le due dominatrici del campionato, ma soprattutto il palcoscenico ideale per i grandi tenori. Ad esempio, uno fra tutti, quello che, ad oggi potrebbe e -anzi- dovrebbe essere considerato il padrone assoluto del campionato: Gonzalo Higuain, un nome che non avrà fatto dormire sogni sereni a tutti i tifosi bianconeri. Il Pipita, finora, nessuno era riuscito a fermarlo. Al massimo, i più fortunati avevano limitato i danni.

Stasera, però, c’era qualcosa di diverso nell’aria. Dall’altra parte, c’era un roccioso ragazzaccio che all’anagrafe fa registrare 34 primavere, e sul corpo più di qualche acciacco, che per mestiere fa proprio quello: sventa pericoli. E Andrea Barzagli, quando il gioco si è fatto duro, ha cominciato a giocare sul serio.

La firma sulla partita ce l’ha messa un protagonista a sorpresa: Simone Zaza. Ma se Gonzalo Higuain è stato declassato da pericolo pubblico numero uno a ordinaria amministrazione, il merito è tutto del numero 15 bianconero, di quello che, per i tifosi juventini, arrivato nell’indifferenza generale, pagato solo 500.000 e bollato come “finito”, è diventato il Ministro della Difesa.

Mai un calo di concentrazione, mai una distrazione, tempi di anticipo sempre perfetti. Risultato? Gonzalo Higuain, per una sera, è sembrato umano, lui che finora era sembrato davvero un extraterrestre. Quando Barzagli non ci è arrivato, ci ha pensato Leonardo Bonucci, con un intervento al limite del miracoloso, a fermare il Pipita che sembrava destinato a segnare, irrimediabilmente.

Poi, quando Bonucci è stato costretto a uscire, lo Stadium ha mormorato: entrava in campo Daniele Rugani, intorno al quale, tocca ammetterlo, non tirava una bella aria, non c’era poi così tanta fiducia. Ma  accanto a Barzagli, questa sera, probabilmente avrebbe fatto bella figura anche uno di noi. Perchè se il gol di Zaza ha riportato la Juventus in testa alla classifica, forse, senza gli interventi del Ministro della Difesa bianconera, avremmo parlato di un’altra partita e di un’altra prestazione da extraterrestre del Pipita Higuain.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro