Alvaro Morata: un gol dal sapore speciale Alvaro Morata: un gol dal sapore speciale
Fino al minuto 60 la partita di ieri sera, tra Atletico Madrid e Chelsea, sembrava potesse seguire un copione che i tifosi Colchoneros conoscono... Alvaro Morata: un gol dal sapore speciale

Fino al minuto 60 la partita di ieri sera, tra Atletico Madrid e Chelsea, sembrava potesse seguire un copione che i tifosi Colchoneros conoscono ormai a memoria: squadra avversaria che fa la partita, crea qualche occasione da gol e Atletico Madrid che, alla prima occasione utile passa in vantaggio.

Quante volte, al Vicente Calderon, i tifosi dell’Atletico hanno assistito a questa scena inneggiando al Cholo Simeone, artefice di questo sistema improntato al pragmatismo più estremo.

Quante volte, al tempo stesso, i tifosi avversari hanno accolto con una smorfia di rassegnazione sul volto il gol dei biancorossi di Madrid, certi che dopo tutte quelle occasioni sprecate dalla propria squadra sarebbe arrivato. Inesorabilmente.

Come ieri sera quando al 40′ del primo tempo, dopo una prima parte di gara giocata complessivamente meglio dagli uomini di Conte, David Luiz decide improvvisamente di rovinare tutto con una trattenuta evidente in area di rigore, con il direttore di gara Cakir che non può esimersi dal fischiare la massima punizione.

Ieri sera, però, non era una sera come tutte le altre: l’atmosfera speciale del Calderon, per cause di forza maggiore, non poteva esserci, sostituita da quella altrettanto bella, ma priva di quella mistica che pervade ogni stadio storico, del Wanda Metropolitano; c’era invece un giocatore, nella squadra avversaria, il cui passato racchiudeva una storia particolare, con cui i Colchoneros si sarebbero trovati a fare i conti di lì a poco: Alvaro Morata.

Chi era a conoscenza del passato di Alvaro Morata sapeva che il destino avrebbe messo il proprio zampino in questa storia, fatta di intrecci tra le due squadre di Madrid.

Alvaro è tifosissimo del Real sin da bambino ma, come spesso accade in questi casi, c’è nella famiglia un componente di fede diametralmente opposta. In questo caso è il nonno, nelle cui vene scorre sangue biancorosso, che convince il piccolo Alvaro a fare un provino con i Colchoneros.

E’ il 2005 quando Morata entra a far parte delle giovanili biancorosse, nelle quali rimarrà per due anni prima di passare al Getafe e, successivamente, al Real Madrid.

Nel suo periodo di permanenza all’Atletico, Morata fa anche il raccattapalle durante le partite della prima squadra al Vicente Calderon: ha solo 13 anni e ancora non sa che presto, molto presto, i grandi campioni a cui ora riconsegna il pallone li affronterà da vicino, seppur con la casacca dell’altra squadra di Madrid, quella bianca del Real.

Da ragazzino facevo il raccattapalle e ancora oggi quando affronto dei difensori che mi fanno molti falli dico loro: “Da piccolo ero un tuo raccattapalle” – A. Morata

E’ il Real che più di ogni altro crede in lui, anche se farsi spazio tra i campioni di cui è costellata la squadra non è impresa da poco. Va in prestito in Italia e, dopo due stagioni positive con la Juventus, viene richiamato alla base. Con il Real Madrid Alvero vincerà quasi tutto ma la sua presenza spesso rimarrà nell’ombra dei vari Ronaldo, Isco, Bale, Benzema e Ramos, destinati a prendersi tutte le luci della ribalta.

Il Chelsea di Antonio Conte gli offre la possibilità di essere protagonista assoluto, affidandogli la maglia rimasta vacante dopo la rottura con Diego Costa. Il resto è storia recente: le critiche dopo le prime amichevoli con i Blues, i dubbi sulla sua compatibilità con la Premier League, le sentenze di inizio stagione prontamente rimandate al mittente dopo le prime partite ufficiali.

Morata è già a quota sei gol e due assist in Premier, con una giocata decisiva ogni 47 minuti di gioco che fanno di lui uno dei giocatori più produttivi del campionato.

Mancava ancora il sigillo europeo, semplicemente perchè non aveva preso parte alla prima partita contro il Qarabag terminata con goleada.

E’ arrivato ieri, al minuto 60, quando si è avventato di testa sul primo palo per spedire in fondo alla rete un cross al bacio di Eden Hazard.

Ha rischiato di ripetersi qualche minuto più tardi quando, partito in contropiede con un’accelerazione impressionante, ha spedito il pallone di poco a lato dalla porta difesa da Oblak.

Il suo gol è valso il momentaneo pareggio, prima che l’uomo della provvidenza di Antonio Conte, Michy Batshuayi, mettesse il proprio zampino a tempo scaduto, per regalare la vittoria in terra spagnola al Chelsea, che mancava dall’Aprile del 2007.

No, questa partita non poteva seguire il solito copione scritto e ideato dal Cholo. Questa volta doveva andare diversamente, e a deciderla doveva essere lui, l’ex raccattapalle dei Colchoneros, tifoso degli odiati rivali di sempre.

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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