Allan ha ricominciato da dove aveva finito Allan ha ricominciato da dove aveva finito
A Napoli, nel giro di 3 mesi – che nel calcio possono essere un’era geologica, va detto – sono cambiate parecchie cose. È cambiato... Allan ha ricominciato da dove aveva finito

A Napoli, nel giro di 3 mesi – che nel calcio possono essere un’era geologica, va detto – sono cambiate parecchie cose.

È cambiato l’allenatore, è cambiato il modo di giocare, sono cambiati alcuni uomini, e forse è cambiato anche qualcosa nel clima e nell’alone mistico che circondava la squadra di Maurizio Sarri, volato a Londra per vestirsi di blu.

Una sola cosa sembra essere rimasta uguale a se stessa: il nome del padrone del centrocampo azzurro, quello dell’uomo che, a quanto pare, ha deciso di prendere in mano le chiavi di casa e fare solo quello che più gli aggrada, imponendolo a compagni ed avversari.

Quel nome, nel caso in cui ve lo stesse chiedendo – stolti! – è sempre lo stesso: Allan Marques Loureiro da Rio de Janeiro.

Carlo Ancelotti ha raccolto un’eredità pesante, quella di Sarri, che ha lasciato un segno profondo in questa squadra; il mercato non ha stravolto il cuore del Napoli, non sono arrivati calciatori in grado di cambiare radicalmente il volto alla squadra, e quindi il nuovo tecnico azzurro ha, per il momento, semplicemente, messo un piccolo tocco personale.

Un cambiamento radicale, però, c‘è stato per davvero: il fulcro del gioco del Napoli, quello da cui transitavano tutti i palloni prima di finire verso i tre tenori d’attacco, è volato a Londra. E l’intenzione di Ancelotti è stata sin da subito quella di affidare a Marek Hamsik alcuni dei compiti del centrocampista italo-brasiliano, compiti che, ovviamente, sono oggi molto diversi da quelli richiesti a Jorginho nell’era Sarri.

Chi non ha cambiato modo di giocare è Allan: il brasiliano, anche ieri sera all’Olimpico, è stato monumentale nel fare il lavoro che gli viene richiesto, lavoro per cui si sta imponendo, a livello europeo, come uno dei migliori interpreti.

Il duello in mezzo al campo, ieri sera, era di quelli impegnativi: dalle parti di Allan transitavano gente come Parolo, Badelj e soprattutto Milinkovic-Savic. Quasi tutti inghiottiti nella centrifuga del brasiliano che ha saputo annullare, con il solito mix di corsa, fisicità e qualità, i suoi dirimpettai.

Tutti i palloni toccati da Allan in Lazio-Napoli

Il dato che fa più impressione è quello relativo ai tackle vinti da Allan: 7 sui 10 tentati, un cagnaccio pronto a mordere a ogni occasione. Anche in fase di impostazione, il brasiliano ha fatto il suo, completando 62 passaggi sui 69 tentati.

La ciliegina? Il tocco – i più maligni potrebbero insinuare non voluto – quasi da karate con cui sistema il pallone per il gol del 2-1 di Insigne.

Insomma, a Napoli sembra essere cambiato molto. Ma una cosa è rimasta davvero identica a se stessa, e forse, con questo Allan, non cambierà davvero mai.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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