Non pensavo che fosse così bravo. E’ un attaccante completo, sa fare tutto. E’ disciplinato tatticamente, se continuerà su questi livelli si costruirà un...

Non pensavo che fosse così bravo. E’ un attaccante completo, sa fare tutto. E’ disciplinato tatticamente, se continuerà su questi livelli si costruirà un grande avvenire. Nelle vicinanze della porta Samereh si trasforma in predatore. In quei momenti assomiglia ad Inzaghi.

Serse Cosmi

Si, la nostra passione romantica per il calcio si alimenta anche e soprattutto di storie senza il  lieto fine, di calciatori che ci fanno sognare, facendo leva sul fascino che l’ignoto naturalmente esercita sulla nostra psiche. Facendo leva sull’inimitabile attrazione del nome esotico e del fascino della scoperta, del trovare nel nulla una perla. E’ quello che succedeva, qualche lustro fa, con il Perugia di Lucianone Gaucci, che ogni estate portava in Italia un paio, se non una decina, di illustri sconosciuti nella speranza di pescare il jolly da rivendere a peso d’oro, dopo aver visto, con il riuscitissimo esperimento di Hidetoshi Nakata, che la cosa poteva funzionare.

Per questo, quando nell’estate del 2001 Luciano Gaucci si presentò al mondo stringendo la mano di Ali Samereh, qualcuno pensò davvero di aver trovato un nuovo bomber, una nuova storia da scrivere. Il primo giocatore iraniano sbarcato nel campionato italiano, e, attenzione, mica solo un fenomeno di costume, un’operazione mediatica e commerciale. No, signori, Ali Samereh è un bomber vero, il Pippo Inzaghi di Persia, uno che il gol ce l’ha nel sangue. Garantiva, incondizionatamente, il mediatore dell’operazione: un commerciante di tappeti. Si, avete capito bene. Un commerciante di tappeti. Nel 2001, a Perugia, durante l’era Gaucci, questa era una storia di ordinaria amministrazione.

E infatti, in patria, Samereh è considerato un talento emergente. Agli inizi del nuovo millennio, nella corsa per la qualificazione ai mondiali nippocoreani del 2002, il calciatore, all’epoca in forza all’Esteghlal, entra anche nel giro della nazionale, facendo il suo esordio in una partita piuttosto tranquilla, il 19-0 ai danni delle Isole Guam. Ma la maglia dell’Iran è affidata a due che sono dei veri fenomeni: Ali Daei e Ali Karimi. Pare, comunque, che chiamarsi Ali sia condizione indispensabile e necessaria per vestire la maglia della nazionale iraniana.

Alessandro Gaucci, tra un tappeto e l’altro, fa scorta di vhs, le inserisce nel videoregistratore, play, rewind, play, rewind, stop. Guarda e riguarda i 19 gol in 18 partite di Ali Samereh con la maglia dell’Esteghlal e sborsa mezzo miliardo di lire per portare il bomber di Persia in Italia.

Ha già dimostrato di essere forte e ci sono tutte le condizioni perché possa sfondare anche nel nostro campionato. Ha intelligenza, forza fisica, opportunismo e qualità tecniche.

Alessandro Gaucci

Insomma, dalle parole del presidente pare che in Italia sia arrivato un fenomeno. Serse Cosmi, il cui entusiasmo avete potuto leggere qualche riga fa, è estasiato, e, forse spinto dall’entusiasmo mediatico intorno al ragazzo, lo lancia subito titolare per la prima gara di campionato al fianco di Vryzas. Entusiasmo non proprio immotivato, visto che durante il ritiro estivo, il bomber persiano aveva messo in mostra un repertorio interessantissimo. Però l’ambientamento in Italia non è proprio dei migliori:

Lui non dorme sul letto, ma per terra. Mette sul pavimento le coperte e ci si sdraia sopra. E legge molto, libri in arabo naturalmente, che forse trattano della sua religione.

Marco Di Loreto

Serse Cosmi, dopo le prime anonime apparizioni di Samereh, decide di puntare su Fabio Bazzani. Ali Samereh si chiude nel silenzio, soffrendo ad ogni curva dell’autobus del Perugia, lui che i viaggi su quel veicolo infernale proprio non li sopporta. A gennaio gli prendono anche il connazionale Rezaei, che avrà miglior fortuna negli anni successivi. Samereh, dopo aver collezionato 6 presenze totali, senza lasciare traccia, a fine anno ritornerà in patria. Dimenticato da tutti, nel silenzio collettivo. Lasciando il ricordo di un’illusione svanita nel nulla, come un sogno di una notte di mezza estate.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro