Quando il Bernabeu si alzò in piedi per Alex Del Piero Quando il Bernabeu si alzò in piedi per Alex Del Piero
La notte del 5 novembre 2008 il Bernabeu si inchinò davanti ad un fenomeno di nome Del Piero. E’ l’ultima vittoria juventina in casa... Quando il Bernabeu si alzò in piedi per Alex Del Piero

La notte del 5 novembre 2008 il Bernabeu si inchinò davanti ad un fenomeno di nome Del Piero. E’ l’ultima vittoria juventina in casa del Real Madrid. E’ una delle notti più magiche della carriera del numero 10. E’ uno dei ricordi più belli dei tifosi bianconeri.

Manninger; Mellberg, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Marchionni, Tiago, Sissoko, Nedved; Amauri. 5 novembre 2008. Stadio Santiago Bernabeu. La Juventus si prepara a scendere in campo contro il Real Madrid con questa formazione. Questo lo schieramento che Claudio Ranieri ha sceolto per la trasferta in terra spagnola. Sembra una squadra destinata a soccombere contro quella messa in campo da Bernd Schuster per i Blancos.  Casillas, Cannavaro, Raul, Van Nistelrooy, Sneijder. Non è la migliore edizione del Real. Ma è comunque troppo talento tutto insieme per una squadra che si sta riaffacciando da poco sul palcoscenico europeo dopo il terremoto di Calciopoli.

Troppo talento, se non fosse che, insieme a quei 10 nominati in precedenza, Claudio Ranieri ha messo in campo anche un leone indomabile. Un eterno ragazzo che non vuole sapere di smettere di incantare i propri tifosi. Una bandiera con la fascia da capitano al braccio. Un uomo che ha scritto la storia della Juventus, che la sta scrivendo dal 12 settembre 1993, quando è entrato in campo al posto di Fabrizio Ravanelli in una partita contro il Foggia. Ha il numero 10 sulle spalle, la faccia che inizia a mostrare i primi segni del passaggio del tempo. Ha il numero 10 sulle spalle e nel cuore, e risponde al nome di Alessandro Del Piero. E’ lui che fa la differenza tra una squadra che può andare a Madrid a giocarsela e una che può solo sperare di contenere i danni.

Il Real parte, come al solito, all’arma bianca, la Juventus spera di ripartire. E al diciassettesimo minuto del primo tempo, su un pallone perso a centrocampo, è esattamente quello che succede. Marchionni recupera palla e la mette sul piede di Alex. Non ha bisogno di altro il capitano bianconero. Va dritto, a testa alta, senza che nessuno lo affronti. Arriva qualche passo prima dell’area di rigore. Il suo ex compagno Fabio Cannavaro, il suo capitano nella notte di Berlino, lo aspetta al varco. Temporeggia, non vuole farsi puntare in velocità. Del resto Del Piero ha la palla sul sinistro, Cannavaro non immagina che possa tirare, da lì, dal piede debole, ipotizza che Alex voglia entrare in area. E invece il numero 10 carica un sinistro improvviso. Un sinistro a giro, che prende quegli effetti che solo lui sa dargli. Rimbalza poco prima della linea di porta, Casillas non ha nemmeno il tempo di partire. E’ il vantaggio bianconero, è il primo gol di Del Piero al Bernabeu, festeggiato ovviamente con la lingua di fuori, a modo suo.

Nella ripresa il Real si innervosisce, tenta in ogni modo di portarsi almeno in parità. Si affaccia nell’area di rigore protetta da Manninger, ma non riesce ad essere pericoloso. Sull’ennesima ripartenza bianconera, Fabio Cannavaro stende Momo Sissoko sui 25 metri. Siamo in posizione centrale, qualche passo in più verso sinistra e saremmo proprio in zona Del Piero. Ma quel 2008 è magico per Alex. Quella serata ancora di più. Si farà bastare anche quella zona che non è proprio la sua preferita. Casillas si sgola, ma non riesce a mettere la barriera come vorrebbe. Ce ne vorrebbero 22 in barriera, perchè Alex può andare indipendentemente su entrambi i pali, può andare di forza, può pennellarla a giro. Può fare quello che vuole. Casillas mette la barriera e prega. Casillas mette la barriera e lascia, esposto agli occhi di Alex, l’angolino alla sua destra. Quell’angolino che Del Piero punta, mette nel mirino, colpisce con la precisione di un cecchino, con un pallone che gira, gira, gira, come solo i suoi palloni sanno fare. 2-0 per la Juventus, entrambe le porte del Bernabeu sono state battezzate. La corsa sfrenata di Alex per esultare è la corsa di gioia di un eterno ragazzino che ha coronato un altro dei suoi tanti sogni in una carriera da urlo.

A tre minuti dalla fine Alex sfiora anche la clamorosa tripletta, con un sinistro che esce di un soffio a lato della porta, per quello che sarebbe stato un gol magnifico e avrebbe trasportato quella serata di diritto nella storia del calcio. Ranieri ha visto abbastanza. Decide di togliere il suo Capitano e far entrare Paolino De Ceglie. Alessandro Del Piero lascia la fascia di capitano, esce dal campo. I 90.000 spettatori del Santiago Bernabeu, proprio quelli che sono stati trafitti al cuore dalle due gemme di Alex, si alzano in piedi. Battono le mani, riconoscono la sconfitta, tributano il giusto omaggio all’eroe della serata. Alex Del Piero ringrazia, batte le mani, si inchina. E’ una delle notti più magiche della carriera di Alex.

Solo un rimpianto, immaginiamo, tormenterà Alex a lungo: aver vissuto questa notte con una maglia color oro, e non con quella bianconera, quella che è rimasta, indelebile, nel suo cuore.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Related Posts

Sergi Guardiola e la beffa al Bernabeu

2019-08-25 00:39:40
delinquentidelpallone

18

Quando Cristian Pasquato segnò 6 gol con la maglia della Juve

2019-08-14 09:43:05
delinquentidelpallone

18

Quanto ha incassato l’Atalanta da quando è arrivato Gasperini?

2019-07-17 13:51:22
delinquentidelpallone

18

Quando Pau Lopez fece arrabbiare Leo Messi

2019-07-07 00:13:23
delinquentidelpallone

18

Quando Marco Ballotta entrò nella storia della Champions League

2019-07-04 09:42:38
delinquentidelpallone

18

Quando lo Stoccarda vinse la Bundesliga

2019-06-14 08:13:53
delinquentidelpallone

18

Quando Eziolino Capuano andò ad allenare la Juventus

2019-06-13 10:52:46
delinquentidelpallone

18

Quando l’Albinoleffe arrivò ad un passo dalla Serie A

2019-06-12 07:53:18
delinquentidelpallone

18