Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanã: Frank Sinatra, papa Giovanni Paolo II e io. Se non credete nell’esistenza del destino, o...

Solo tre persone sono riuscite a zittire il Maracanã: Frank Sinatra, papa Giovanni Paolo II e io.

Se non credete nell’esistenza del destino, o di qualcosa di simile, fareste bene a smettere di seguire il calcio. Perchè proprio ieri, il calcio ci ha regalato un’altra di quelle storie a cui fai fatica a credere. Un’altra di quelle storie che sembrano così incredibili, così irreali, che puoi solamente pensare che ci sia una mano dietro tutto questo, una mano che muove i fili di questo gioco e di queste storie. Una mano che decide che ogni pezzettino deve andare al suo posto, e, ogni tanto, decide di alzare la voce per far sentire che è lei che comanda.

Perchè ieri, proprio ieri, se n’è andato Alcides Ghiggia. E ieri, per Alcides Ghiggia, non era un giorno qualsiasi. Ieri era il 16 di luglio, l’anniversario, il sessantacinquesimo, del Maracanazo. L’anniversario del giorno in cui il campione uruguaiano, con un gol, fece piangere e impazzire i 200.000 del Maracanà di Rio de Janeiro. Il suo cuore non ha retto più, Ghiggia se n’è andato per un arresto cardiaco. Ieri era il 16 luglio, e non era una data come le altre per Ghiggia. Il destino, quel destino che muove i fili di questo gioco, ha deciso di chiamare a sé un altro dei suoi figli. L’ultimo dei superstiti di quel 16 luglio del 1950. Non era rimasto più nessuno, di quelli in campo, a ricordare e tramandare la memoria di quella giornata infausta per il Brasile. Solo Alcides Ghiggia, nella sua solitudine, continuava a ricordare al mondo quello che era successo in quel pomeriggio.

Adesso che anche Ghiggia se n’è andato, di quel giorno non resta più niente. Non ci sono più protagonisti che potranno raccontare la loro versione dei fatti, ricordare un dribbling, una giocata, un particolare. Resterà solo un grande, gigantesco, spaventoso fantasma. Che, forse, farà ancora più paura. Mentre Alcides Ghiggia, da lassù, magari ogni tanto si farà una risata ripensando al giorno in cui zittì duecentomila bocche tutte insieme.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro