“Aiuto, c’è un terrorista”: ma è Nainggolan “Aiuto, c’è un terrorista”: ma è Nainggolan
Non sono giorni facili, per nessuno. I tremendi fatti di Parigi, l’incubo del terrorismo che ha costretto anche a rinviare due partite, la paura... “Aiuto, c’è un terrorista”: ma è Nainggolan

Non sono giorni facili, per nessuno. I tremendi fatti di Parigi, l’incubo del terrorismo che ha costretto anche a rinviare due partite, la paura di una guerra all’orizzonte. Insomma, non tira per niente una bella aria.

Fortunatamente il mondo del calcio sa anche regalarci qualche episodio su cui ridere, per sdrammatizzare per qualche minuto questa brutta situazione. L’episodio in questione è successo qualche giorno fa ad Anversa, in Belgio, proprio uno dei Paesi coinvolti in questi giorni nelle vicende legate agli attentati di Parigi.

Ma cosa è successo? Radja Nainggolan, il centrocampista belga della Roma, era in un lussuoso hotel di Anversa con la sua famiglia per godersi qualche giorno di meritato riposo (anche “grazie” al rinvio, per motivi di sicurezza, dell’amichevole della sua nazionale contro la Spagna).

radja-poliziaRadja si stava aggirando nella hall dell’albergo con il suo tradizionale look da riposo, che, per chi non avesse avuto la fortuna di ammirarlo, consiste in genere in ampie felpe con il cappuccio spesso tirato su, cappelli da rapper e piercing vari. Oltre ai numerosi tatuaggi che gli ricoprono ogni centimetro di pelle.

Insomma, nella hall dell’albergo più di qualcuno ha guardato con sospetto a Radja, e, nel dubbio di questi giorni di psicosi e terrore, ha chiamato la polizia: “Correte, c’è un terrorista nell’albergo”.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto, hanno capito subito: il “terrorista” era Radja Nainggolan, immediatamente riconosciuto dalla polizia che ha provveduto a scattarsi una foto con il centrocampista della Roma. Nainggolan scambiato per un terrorista ad Anversa in Belgio

Radja ha poi dichiarato: “Pensavano avessi uno sguardo minaccioso. La polizia mi ha riconosciuto in fretta e abbiamo scattato qualche foto.”