Adesso tocca ad Ángel Di María Adesso tocca ad Ángel Di María
La partita più attesa di stasera – e forse anche di tutto il turno di Champions League – è sicuramente quella del Parco dei... Adesso tocca ad Ángel Di María

La partita più attesa di stasera – e forse anche di tutto il turno di Champions League – è sicuramente quella del Parco dei Principi.

E lo scontro finale tra PSG e Real Madrid ha assunto tutte le caratteristiche di uno showdown, di una vera e propria resa dei conti, con tanto di colpo di scena da finale di film hollywoodiano.

L’uomo più atteso, quello che doveva prendersi la responsabilità di ribaltare la situazione prendendo per mano la sua squadra e giustificando la folle spesa estiva, non ci sarà: Neymar è finito KO, con una caviglia andata in pezzi e il pensiero del Mondiale in testa, come un piccolo incubo che potrebbe diventare reale.

Ma se i pensieri del brasiliano non saranno forse tutti alla sfida di stasera, c’è qualcuno che ora è chiamato a fare un passo avanti.

Per le circostanze, ma anche per la sua storia personale.

Non era lui l’eroe designato per compiere questa impresa, ma il Fato ha deciso che invece toccherà a lui guidare la sua squadra verso quella che sembra una missione disperata: ribaltare il risultato della gara d’andata e portare finalmente la squadra parigina nell’elite del calcio che conta, portandosi a casa uno scalpo prezioso.

Ángel Di María, el Fideo.

Proprio lui che fin qui è stato quasi sempre una riserva di lusso, la prima alternativa – per quanto dorata – ai tre tenori principali. Neymar, Edinson Cavani e Kylian Mbappé hanno giocato tutte le partite che contavano, in Champions e in Ligue 1, salvo infortuni che a turno li hanno tenuti fuori dal campo.

Di María si è dovuto accontentare di spezzoni di partita, e di far rifiatare i compagni più preziosi. Un compito ai limiti del ridimensionamento per uno come lui che pure avrebbe i piedi per stare tra i più forti, ma che non è mai stato in grado di dimostrarlo con continuità.

E sarà chiamato a farlo contro un avversario che per lui significa qualcosa in più, proprio quel Real Madrid in cui l’argentino non è riuscito ad imporsi, chiuso dall’ombra delle altre stelle, offuscato da una squadra che a volte riesci a fagocitarti.

Nelle 12 partite giocate nell’anno solare 2018, Ángel Di María ha segnato 12 gol e servito 6 assist ai suoi compagni. Ma nessuna partita era importante come quella di stasera.

Sì, stasera, alle ore 20.45, al Parco dei Principi, scoccherà l’ora del Fideo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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