In natura, la paura non sempre è negativa. Ha aiutato l’uomo a crescere, a evolversi, consentendogli di sopravviere in un ambiente a lui ostile....

In natura, la paura non sempre è negativa. Ha aiutato l’uomo a crescere, a evolversi, consentendogli di sopravviere in un ambiente a lui ostile. Senza la paura, l’uomo non avrebbe avuto modo di distinguere il pericolo, e si sarebbe molto probabilment estinto.

Nel calcio, invece, la paura può essere una trappola mortale.

La paura può trascinarti nel suo vortice e bloccarti le gambe, paralizzarti i movimenti.

E se hai paura, nel calcio, sei quasi sempre condannato alla sconfitta.

Il Parma, in queste ultime settimane, di paura ne ha tanta, soprattutto dopo la sconfitta nel derby con il Bologna, che ha riaperto un discorso che sembrava ormai chiuso, quello relativo alla salvezza.

La squadra di D’Aversa ha commesso un errore piuttosto grave: quello di considerarsi al sicuro troppo presto, per via di un ottimo girone di andata che sembrava aver chiuso il discorso salvezza.

E invece, mentre le altre dietro cominciavano a macinare punti, pian piano il Parma si fermava. Smetteva di giocare, smetteva di segnare, smetteva di fare risultato. Così, l’abisso che sembrava irraggiungibile, lontano, le fiamme che prima a Parma guardavano da lontano sentendosi tranquilli, a 180 minuti dal termine della stagione sono più vicine che mai.

Nel girone di ritorno il Parma si è letteralmente piantato, per tanti motivi. Perché il gioco di aspettare gli avversari e ripartire in contropiede, a un certo punto, non ha più funzionato, inchiodando la squadra a una vera e propria apatia offensiva. Perché le motivazioni sono venute meno, e mentre gli altri avevano fame, il Parma si accontentava. Perché sono mancati uomini importanti, come Roberto Inglese, negli ultimi mesi.

Adesso l’Empoli, terzultimo, è a soli 3 punti. Il Parma ha anche un calendario molto complicato, e l’impressione è che la salvezza passi tutta dalla partita di questa settimana contro la Fiorentina. Una Fiorentina che, però, a sua volta, non è ancora sicura della salvezza, e che prima o poi dovrà pur vincere, anche per una questione di orgoglio. E all’ultima giornata, c’è la trasferta dell’Olimpico contro una Roma a caccia di punti per l’Europa. In più, contro i viola mancherà Bruno Alves, capitano e uomo d’esperienza, tradito dal nervosismo contro il Bologna.

A spaventare un po’ meno il Parma, due circostanze. Il calendario dell’Empoli, altrettanto difficile, con i toscani che incontreranno Torino e Inter (ma se i nerazzurri fossero salvi, all’ultima…) e il fatto che, in mezzo, ci sono altre due squadre che non sono messe benissimo come Genoa e Udinese.

Il Parma si è fatto risucchiare, in maniera un po’ ingenua, in una lotta salvezza che rischia di avere un finale a sorpresa, amaro. E la cosa peggiore che gli emiliani potranno fare è abbandonarsi alla paura.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro