90 minuti all’ultimo respiro 90 minuti all’ultimo respiro
Tremilatrecentotrenta, recuperi esclusi. Sono i minuti di calcio giocati da agosto ad oggi dalle squadre della Serie A, minuti che, a quanto pare, non... 90 minuti all’ultimo respiro

Tremilatrecentotrenta, recuperi esclusi.

Sono i minuti di calcio giocati da agosto ad oggi dalle squadre della Serie A, minuti che, a quanto pare, non sono stati sufficienti a sciogliere quello che, al momento, è il dilemma più grosso del campionato.

Quale sarà la terza squadra a scendere in B, raggiungendo Benevento e Verona nel trittico delle dannate?

Tremilatrecentotrenta minuti, recuperi esclusi, non sono bastati a dare una risposta a questa domanda: ne serviranno altri 90, i prossimi.


I più difficili, i più drammatici, i più elettrici: 90 minuti – più recupero naturalmente – che riscriveranno la storia di questo campionato, in maniera insindacabile.

Dopo le partite di ieri pomeriggio, sono rimaste in cinque a tremare: Crotone, SPAL, Cagliari, Chievo, Udinese. E le partite di ieri pomeriggio, per qualcuno, si sono trasformate in una beffa nel giro di pochissimi minuti: pensate alla SPAL, che, prima della rimonta del Torino, si sentiva al sicuro, tranquilla, ad un certo punto confortata anche dalla matematica.

Pensate al Crotone, al quale non è bastata una partita gagliarda contro una squadra che si giocherà la qualificazione in Champions League, e che, per ironia della sorte, ieri avrebbe potuto fare benissimo a meno del punto portato via dallo Scida. Mentre, per la squadra di Zenga, i due punti che Milinkovic-Savic gli ha tolto sarebbero stati più importanti dell’ossigeno.

90 minuti per cinque squadre, cinque partite diverse. C’è chi, vincendo la sua partita, non dovrà fare altri calcoli, altri conti, aspettare notizie con l’orecchio incollato alla radiolina.

Il Chievo, contro il Benevento. Il Cagliari, contro l’Atalanta. L’Udinese, contro il Bologna. Loro, se vincono, hanno finito di tremare. Altrimenti, dovranno rimanere incollate ai risultati dagli altri campi, sperando di ricevere notizie positive.

Crotone e SPAL, invece, potrebbero anche essere beffate pur vincendo. La SPAL, perlomeno, avrebbe la certezza di salvarsi arrivando a pari punti con i calabresi, per gli scontri diretti. Ma nel caso in cui si dovesse arrivare in gruppo, da tre in su, bé, allora toccherà solo prendere la calcolatrice e fare i conti, sperando che alla fine tornino.

Per le cinque squadre invischiate in questo gran casino, i prossimi 90 minuti saranno tutto quello a cui pensare. 90 minuti in cui l’unica cosa da fare è mettere in campo tutto, e anche di più. Perché, come cantava Niccolò Fabi, “il finale è di certo più teatrale, così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione“.

E alla fine di questi 90 minuti, Crotone, SPAL, Cagliari, Chievo e Udinese avranno la loro conclusione da ricordare. Spetterà a loro decidere se sarà un finale di lacrime, di gioia o di rimpianti.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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