7 novembre 2012: la sfangata perfetta al Celtic Park 7 novembre 2012: la sfangata perfetta al Celtic Park
Certe volte il Dio del Calcio decide che le cose devono andare in un determinato modo, decide che una partita deve finire così, e... 7 novembre 2012: la sfangata perfetta al Celtic Park

Certe volte il Dio del Calcio decide che le cose devono andare in un determinato modo, decide che una partita deve finire così, e non c’è modo di fargli cambiare idea.

Quando il Dio del Calcio si impunta così, non c’è razionalità che tenga, non c’è legge della fisica che possa invertire la tendenza, non c’è nessun campione che possa prendere in mano la penna e riscrivere il destino.

Ogni tanto, il Dio del Calcio prende un capriccio e decide che bisogna fare la storia. La notte del 7 novembre 2012 al Celtic Park è esattamente una di quelle notti, uno di quei capricci del Dio del Calcio. La notte del 7 novembre 2012 al Celtic Park è stata, semplicemente, la sfangata perfetta.

È la quarta giornata della Champions League 2012/13. Il Barcellona è a punteggio pieno nel girone, il Celtic ha conquistato quattro punti nelle prime due giornate, e può quindi dire la sua nel discorso qualificazione. Alla terza giornata, il Barcellona ha vinto 2-1 al Camp Nou contro gli scozzesi, e adesso, nella prima giornata di ritorno, le due squadre si ritrovano al Celtic Park.

La differenza di valori in campo tra le due squadre è quasi imbarazzante. Il Barcellona può permettersi anche di lasciare in panchina gente come Piqué, Fabregas e David Villa, mentre in campo, a dirigere l’orchestra, ci sono Messi, Iniesta e Xavi.

L’avvio di partita è un monologo del Barcellona, con il Celtic rintanato nella sua metà campo ad aspettare che passi la tempesta. Gli scozzesi, in una delle prime discese dall’altra parte, guadagnano un calcio d’angolo al 21′. Mulgrew batte in mezzo, e su tutti svetta, a sorpresa, la testa di Victor Wanyama, che porta in vantaggio i biancoverdi. Incredibile.

Di solito, però, quando il gol della squadra più debole arriva troppo presto, è quasi controproducente, perché il Barcellona avrebbe tutto il tempo per organizzarsi e colpire il Celtic. Ma, come abbiamo detto, questa è una di quelle partite in cui il Dio del Calcio si è messo particolarmente di impegno.

Il Barcellona prende possesso della trequarti avversaria, avvolge il Celtic con la sua ragnatela di passaggi. Messi arriva al tiro da dentro l’area di rigore, ma Forster risponde da campione. Pochi minuti dopo, Alexis Sanchez scheggia il palo.

Nella ripresa, più passa il tempo, più il Celtic si abbassa. Più passa il tempo, più aumentano gli uomini con la maglia bianca e verde raccolti nella propria area di rigore. E, quando dopo sforzi immani il Barcellona riesce a superare l’ultima linea nemica, Forster si erge a ultimo baluardo opponendosi con il corpo a due tentativi di Sanchez.

Il portiere del Celtic si supera poi su Leo Messi, respingendo a mano aperta una conclusione della Pulce che sembrava destinata in fondo al sacco. Guardare la partita, per i tifosi del Barcellona, è sfiancante. Un’esperienza frustrante, quasi come se qualcuno avesse deciso di mettere un vetro davanti alla porta del Celtic.

A sette minuti dalla fine, poi, l’apoteosi. Il Barcellona si è sfiancato. Ha attaccato talmente tanto che sembra non avere più la forza di fare altro. E il Celtic riparte in contropiede, mettendo il pallone sui piedi di Tony Watt, un ragazzo di 18 anni buttato nella mischia quasi per caso. Watt riceve il pallone lungo, si invola e batte Victor Valdes con un diagonale che fa impazzire il Celtic Park.

Come per beffa, al 91′ Leo Messi trova il gol del 2-1, ma il tempo è ormai finito. Quando l’arbitro fischia tre volte, lo stadio esplode in un boato liberatorio. Il Barcellona ha tirato 23 volte, prendendo la porta 14 volte. Ha tenuto palla per l’89% del tempo, ha giocato praticamente da solo.

Ma ha vinto il Celtic.

E, forse, una sfangata perfetta come questa potrebbe non esserci mai più.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro