I 5 tipi di arbitro che potete incontrare su un campo da calcio I 5 tipi di arbitro che potete incontrare su un campo da calcio
Poche figure dividono il mondo del calcio minore come quella del direttore di gara: quando è in campo, tra noi, fatichiamo spesso a volergli... I 5 tipi di arbitro che potete incontrare su un campo da calcio

Poche figure dividono il mondo del calcio minore come quella del direttore di gara: quando è in campo, tra noi, fatichiamo spesso a volergli bene. Ma, a mente fredda, sappiamo che senza di lui tutto quello che noi facciamo per questo sport non sarebbe possibile. E, allora, ringraziamo le giacchette nere (o molto più spesso fosforescenti, visti i colori inguardabili con cui la Federazione decide di mandarli a fischiare per i campi di provincia e di serie A) con questo post che riassume più o meno a grandi linee le varie tipologie di direttore di gara che potreste incrociare nel vostro cammino sui polverosi campi del calcio minore.

cesari

Lo spavaldo

Lo spavaldo si presenta sul campo a testa alta, petto in fuori, taccuino in mano. Entra dal cancello principale, si fa dare le chiavi dello spogliatoio, saluta con fare deciso i dirigenti delle squadre. Entrato in campo, vive la partita come se fosse una battaglia, una questione personale tra lui e i 22 in campo. E, spesso, molto spesso, anche tra lui e il pubblico. Come frequentemente accade, dopo 10 minuti la partita va in vacca, per colpe esclusivamente sue, che ha riscaldato gli animi apostrofando in malo modo chiunque si sia avvicinato a lui.
Un po’ per timore reverenziale, un po’ perchè così va il mondo, i giocatori decidono che se l’arbitro li ha fatti innervosire, devono picchiarsi tra loro. Per cui, la partita finisce in genere con almeno un paio di espulsi. A fine partita, però, lo spavaldo ne ha in genere combinate troppe, e all’ultima occhiataccia al libero della squadra di casa, finisce per prenderle da qualcuno. Solitamente lo spavaldo coincide infatti con la tipologia dell’arbitro che prende le mazzate.

rizz

Quello che tiene famiglia

Figura opposta e complementare allo spavaldo. L’arbitro che tiene famiglia vede la partita di Terza Categoria come un modo per portare a casa un contributo monetario extra, e, dunque, l’unico obiettivo della giornata sarà arrivare sano e salvo a casa. Per questo motivo, finisce per chiudere un occhio praticamente su tutto quello che succede in campo.

Siccome 22 animali in campo, se lasciati alla legge della giungla, non diventano agnellini in maniera automatica, la partita arbitrata da quello che tiene famiglia termina molto spesso in una sfida all’OK Corral. Ma a quello che tiene famiglia poco importa. In qualche modo, egli fa arrivare la fine dei 90′ regolamentari, che spesso sono anche 80, e si rifugia nello spogliatoio. Se qualcuno ha qualcosa da riferirgli, pazientemente attende anche fino a notte inoltrata nel suo spogliatoio, dopo di che prende, torna a casa, dà un bacetto a moglie e figli e si mette a dormire serenamente come nulla fosse.

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