5 motivi per cui giocare 10 contro 10 non sarebbe una bruttissima idea 5 motivi per cui giocare 10 contro 10 non sarebbe una bruttissima idea
Una delle partite più divertenti e imprevedibili del turno infrasettimanale di ieri è stata sicuramente quella tra Fiorentina e Lazio. Il match del Franchi... 5 motivi per cui giocare 10 contro 10 non sarebbe una bruttissima idea

Una delle partite più divertenti e imprevedibili del turno infrasettimanale di ieri è stata sicuramente quella tra Fiorentina e Lazio.

Il match del Franchi è stato caratterizzato da due espulsioni precoci, quella del portiere viola Sportiello e quella di Alessandro Murgia pochi minuti dopo: in pratica, le squadre hanno giocato più di 75′ in dieci contro dieci.

Ne è venuta fuori una partita pazza, con 7 gol, tantissimi episodi da moviola, gol da antologia e occasioni da gol a ogni piè sospinto.

Una partita che ha tirato fuori una vecchia idea, partita dal Barone Nils Liedholm, secondo cui “in dieci si gioca meglio“. Il leggendario allenatore svedese si riferiva all’inferiorità numerica, e parlava di una squadra che, con un uomo in meno, per diversi motivi – da quelli tattici a quelli propriamente psicologici – poteva essere favorita dalla situazione.


A noi, invece, guardando la partita di ieri sera, sono venuti in mente almeno 5 motivi per cui giocare in 10 contro 10 tutte le partite di calcio non sarebbe una bruttissima idea.

1. C’è molto più spazio in campo

I ritmi vertiginosi del calcio di oggi ci permettono di vedere partite in cui le squadre, in 11, riescono a occupare in maniera quasi perfetta e maniacale gli spazi del campo. Correndo di più, per tutti i 90′, le squadre riescono a riempire e quasi saturare tutto il campo, rendendo a volte troppo intricate le partite.

Togliere un uomo per parte regalerà più spazio ai giocatori, e quindi gli spettatori potranno vedere molto meglio cosa succede, senza tutto quel casino.

2. Ci sono molte più occasioni da gol

Più spazio, naturalmente, significa anche più occasioni da gol, perché gli attaccanti hanno molte più possibilità di andare via ai difensori se il campo si allarga.

Immaginate cosa potrebbe diventare Douglas Costa con delle praterie a disposizione. In dieci contro dieci ci sarebbe molto più spazio per le occasioni da gol.

3. Meno lucidità, più botte

Lo abbiamo visto anche ieri sera: quando le squadre si stancano, la lucidità viene meno, e in campo volano ceffoni e calcioni, cosa che a noi – che abbiamo evidenti problemi, lo ammettiamo – non dispiace affatto.

Partite con 20 giocatori in campo saranno sempre partite all’insegna dell’agonismo e della lotta dura senza quartiere.

4. Più concorrenza, più qualità

Con un posto di lavoro in meno, i calciatori saranno costretti a impegnarsi molto di più, perché ci sarà un giocatore in più che andrà in panchina e uno in meno che andrà in campo. Di conseguenza, i calciatori saranno stimolati a impegnarsi molto di più per garantirsi il loro posto in squadra, e la qualità media del gioco ne risulterà significativamente migliorata.

5. Necessità di soluzioni creative

Il calcio giocato a undici ci ha abituato a moduli ormai entrati nella tradizione: 4-4-2, 4-3-3, 3-5-2, eccetera eccetera.

Togliere un uomo dal campo costringerà a cercare nuove soluzioni e nuove idee tattiche, nuovi modi per coprire il campo e nuovi sistemi di gioco. Gli allenatori potrebbero inventare il 3-3-3 oppure il 4-1-4, chi lo sa. La necessità, d’altronde, aguzza l’ingegno.

Il 9-1 che alcuni allenatori coraggiosamente propugnano, invece, potrebbe tranquillamente diventare un semplicissimo 9-0.