Per noi italiani – o almeno, per noi che già all’epoca eravamo già sufficientemente grandi per capire cosa succedeva intorno a noi – i...

Per noi italiani – o almeno, per noi che già all’epoca eravamo già sufficientemente grandi per capire cosa succedeva intorno a noi – i Mondiali del ’94 saranno irrimediabilmente legati al ricordo della maledetta finale di Pasadena, o al massimo, se proprio vogliamo guardare solo al bello, alla cavalcata della squadra di Arrigo Sacchi fino all’ultimo atto.

In quella magica estate, sotto il sole degli stadi statunitensi, Roberto Baggio ci trascinò fino alla finale, e poi solo i rigori ci separarono dal successo finale.

Ma quei Mondiali di USA ’94 hanno lasciato agli almanacchi anche tante altre storie, alcune delle quali non sono forse note a tutti, ma che sono diventate parte del libro dei record della rassegna iridata.

Come, per esempio, la partita andata in scena il 28 giugno del 1994 allo Stanford Stadium di Palo Alto. Era l’ultima giornata del gruppo B, con la Russia eliminata e il Camerun che aveva bisogno di un mezzo miracolo per passare come una delle migliori terze (in quel gruppo si qualificarono Brasile e Svezia). Quel match, davanti a circa 75.000 spettatori, terminò con la vittoria della Russia con un rotondo 6-1.

Una partita che si trasformò nella partita della storia per ben due motivi: Oleg Salenko, attaccante all’epoca in forza al Logrones, squadra spagnola, segnò 5 dei 6 gol dei russi, ad oggi ancora la singola miglior prestazione in una partita dei Mondiali.

Il camerunese Roger Milla, invece, segnò il gol della bandiera per la sua squadra. E anche quello fu un record, il gol segnato dal marcatore più vecchio nella storia dei Mondiali (42 anni e 43 giorni).

Una partita che non significò moltissimo per la classifica di quei Mondiali (anche se proprio grazie a quel risultato l’Italia festeggiò il passaggio del turno) ma che ha consegnato alla storia della manifestazione due record che resistono ancora oggi.