27 Gennaio 1994: Barbados-Grenada. No, non può essere vero. 27 Gennaio 1994: Barbados-Grenada. No, non può essere vero.
Nel mondo del calcio, di partite strane, con gol strani ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno. I complottisti grideranno allo... 27 Gennaio 1994: Barbados-Grenada. No, non può essere vero.

Nel mondo del calcio, di partite strane, con gol strani ce ne sono sempre state e sempre ce ne saranno. I complottisti grideranno allo scandalo mentre gli altri diranno che, in uno sport dove la componente casuale può ricoprire un ruolo abbastanza importante, è normale che certe cose accadano. Quello che nessuno avrebbe mai immaginato di poter vedere, e di cui persino noi dubiteremmo se non esistessero testimonianze e video a confermarne l’accaduto, è ciò che è andato in scena il 27 gennaio 1994 a Saint Michel, più precisamente al Barbados National Stadium, in occasione del match tra Barbados e Grenada.

Il contesto è quello della Coppa dei Caraibi, competizione organizzata dalla federazione calcistica caraibica, con la partecipazione di venti squadre.
Il regolamento di questa manifestazione, tanto assurdo quanto subdolo, ha fatto sì che ciò che state per leggere sia potuto accadere realmente, e sia quanto di più strano si possa vedere su un terreno di gioco.

Fermi un attimo. Ora andate sul video, gli unici trentasei secondi che questa storia ci ha tramandato, e premete play. Non spaventatevi, la risoluzione è quella che è, ma è sufficiente per capire che qualcosa di strano, di incredibilmente strano è andato in scena. Cosa diamine fanno il difensore ed il proprio portiere dal secondo 12 al secondo 22 del video? Si rimpallano la sfera di cuoio a vicenda fino quando il difensore, Eyre Sealy, decide di sparare una bordata nella propria porta con Horace Stoute, ultimo baluardo , che non fa una piega.

Ora vi aiutiamo a fare chiarezza e vedrete che, tutto ciò che ora vi sembra follia allo stato puro ha in realtà una sua logica, da ricercare nella mente matta di chi ha stilato il regolamento di questa affascinante, quanto delinquenziale, competizione. La competizione prevede, nella fase di qualificazione, gironi da 3 o 4 squadre in cui si giocano partite di sola andata e si qualificano alla fase finale solo le prime classificate.

Fino a qui tutto bene, ma state molto attenti a ciò che hanno pensato di aggiungere per rendere più movimentata la faccenda. Intanto, già dalle fasi di qualificazione, non esiste il pareggio, ovvero qualora le squadre dovessero terminare la partita con risultato in parità si andrebbe ai supplementari dove vige la regola del Golden Gol. Non nuova, per carità, anche se è già abbastanza strano il suo utilizzo in una fase di qualificazione. Ora arriva il bello, state a sentire.




Il gol realizzato nei tempi supplementari, oltre a garantire l’immediata vittoria, vale doppio. Come nelle vecchie partite di biliardino con gli amici, avete presente no? Proprio così, l’ultimo gol vale doppio. Se quindi, per fare un ipotesi, una partita terminata 1-1 nei regolamentari andasse ai supplementari e terminasse con il golden gol, il risultato finale sarebbe in pratica 3-1.
Sono quelle cose talmente strane che ingenuamente pensi “vabbè cosa potrà mai succedere di così sconvolgente” tanto che poi succede molto peggio.

bbdgreLa situazione che si viene a creare, prima che vada in scena il fattaccio, è la seguente: girone composto da Grenada, Barbados e Porto Rico, con Grenada primo a tre punti (differenza reti+2), Porto Rico secondo anch’esso con tre punti ( ma differenza reti +1), Barbados ultimo a zero punti (differenza reti -1). Nulla è ancora perduto perché l’ultima partita prevede proprio lo scontro tra Grenada e Barbados con questi ultimi che, vincendo con due reti di scarto, balzerebbero magicamente in testa al mini girone.

Tutto sembra mettersi per il verso giusto per Barbados che si porta in vantaggio per 2 reti a 0 ma improvvisamente, al minuto 83, Grenada trova la rete. Due a uno e qualificazione in ghiaccio. In qualsiasi competizione, forse, non nella Caribbean Cup, signori miei. Dopo 4 minuti in cui lo sconforto regna sovrano, nei giocatori di Barbados, a qualcuno scatta una molla, l’intuizione geniale e perversa destinata a fare entrare questa partita nella storia.

Qualcuno si ricorda del regolamento, tanto strano quanto provvidenziale in questo momento. “Se andiamo ai supplementari e poi segniamo una rete, che in realtà sarebbero due, possiamo ancora farcela” . E’ questo che ronza nella mente di Stoute e Sealy quando si rimpallano il pallone a vicenda prima che quest’ultimo lo scaraventi, con tutta la forza che ha in corpo, in fondo alla rete.

E’ il minuto 87 e, dopo il clamoroso autogol volontario, la partita è sul punteggio di 2-2.
Non pensate che sia finita qui, nemmeno per sogno. Dopo un attimo di sbandamento, seguito al misfatto, i giocatori di Grenada, in particolare il capitano, realizzano che, facendosi un autogol a loro volta, tornerebbero primi nel girone. Perderebbero sì per 3-2, ma la differenza reti sarebbe ancora dalla loro parte.

Quello che non considerano è che anche i giocatori di Barbados sono consapevoli di questa opzione e si mettono a correre come disperati per difendere sia la propria porta, che quella avversaria. Quella che si viene a creare è una situazione surreale, in cui nessuno capisce cosa stia realmente succedendo.

E’ assurdo, chi ha pensato a queste regole deve essere internato in un manicomio. La gara non si sarebbe dovuta disputare con tutti quei giocatori che correvano confusi per il campo. I nostri giocatori non sapevano in che direzione attaccare, se verso la loro porta o quella avversaria. Non avevo mai visto una cosa simile prima d’ora. Nel calcio, di solito, si suppone che per vincere devi segnare un gol contro l’avversario, non a suo favore – James Clarkson, allenatore di Grenada




Alla fine il risultato non si sblocca, i giocatori di Grenada, in 3 minuti, non riescono a segnare né in una porta né in quell’altra. Si va ai supplementari. Qui Barbados riesce a trovare il gol vittoria, quel Golden Gol che vale doppio e trasforma il risultato finale in 4-2, con qualificazione alla fase successiva. Epilogo spietato di una strategia astuta e malata. A tutto però c’è un limite, anche al romanticismo di questa storia, e la cavalcata di Barbados si conclude nella fase finale, con l’eliminazione.

Nulla però potrà cancellare dagli archivi, del calcio e della memoria storica, quel 27 gennaio 1994, giorno in cui andò in scena la partita più incredibile di tutti i tempi, con pochi timori di essere smentiti.
Inutile dire che da quel giorno in poi, la regola del Golden Gol fu abolita per sempre e l’ideatore di tale guazzabuglio internato in una casa di cura (questo in realtà non è vero, ma ci piace pensarlo)
.

Dopo l’autogol subito ho parlato della strategia da adottare solo con il mio allenatore. Per questo molti miei compagni sono impazziti con me e non capivano perchè, invece di correre per segnare verso la porta avversaria, andavo verso il nostro portiere. Rimarrà per sempre la partita più strana che abbia mai giocato in tutta la mia vita, non posso immaginare nemmeno lontanamente un’altra cosa simile. Essere eliminati con queste modalità ci ha devastato – Cheney Joseph, ora presidente di Grenada, all’epoca calciatore

Paolo Vigo
Twitter: @Pagolo

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