20 anni dopo, il derby è del Toro 20 anni dopo, il derby è del Toro
9 aprile 1995. C’è ancora la lira, i computer sono un lusso per pochi, per prendere appuntamento con un amico bisogna chiamarlo a casa... 20 anni dopo, il derby è del Toro

9 aprile 1995. C’è ancora la lira, i computer sono un lusso per pochi, per prendere appuntamento con un amico bisogna chiamarlo a casa o andare a citofonare al suo portone. E, quel 9 aprile 1995, la doppietta di Ruggiero Rizzitelli firma il gol del successo del Torino nel derby della Mole.

Sono passati 20 anni, da quel 9 aprile. Ci sono esistenze intere, trascorse nel ricordo di quel pomeriggio, aspettando che tornasse. Ci sono anche tanti tifosi del Torino che da quando sono nati non hanno mai visto la loro squadra vincere un derby. Hanno visto gli altri festeggiare scudetti, coppe, anche scendere in serie B e poi risorgere. Hanno vinto un Mondiale con la loro nazionale, hanno visto le Coppe Europee, sono andati a vincere a Bilbao, quest’anno. Ma chi oggi ha 20 anni, no, da quando è nato, un derby non lo ha mai vinto.

E solo così si può spiegare la gioia granata per il successo di oggi. Solo così si possono spiegare le lacrime per un successo in una partita che, per un alieno atterrato oggi sul pianeta Terra, probabilmente non valeva niente. Perchè a uno che non ha aspettato 20 anni per vincere un derby, come glielo spieghi? Come fai a spiegargli che c’è gente che piange, gente che entra in campo, gente che cerca di portare via anche le mutande agli 11 eroi che hanno battuto la Juventus? L’obiezione dell’alieno potrebbe essere lecita: “Ma la Juventus è scesa in campo scarica, piena di riserve, con la testa alla Champions“. Per la Juventus, probabilmente, questa partita significava un decimo di quello che significava per il Torino.

Ed è proprio questa la magia. Qui sta significato delle lacrime dei tifosi del Toro. Perchè non importa come, non importa quando, non importa perchè. Importa solo riprendersi 3 punti contro la Juve dopo 20 anni. Con una partita da classico cuore Toro, ovviamente. Andando sotto, rimontando, con un goal nato da uno stop sbagliato e con un gol dell’ex, un gol di Fabio Quagliarella. E ringraziando per 3 volte il palo, che salva Padelli quando tutto sembrava perso. Con Kamil Glik che aveva voglia di salire in cielo a prendere ogni pallone, con Moretti e Gazzi che hanno dovuto ricorrere a tutti i trucchi del mestiere per far arrivare il novantesimo.

Perchè si può entrare nella storia anche vincendo una partita che per gli altri non contava nulla. Perchè dopo 20 anni, la maledizione del derby è stata spazzata via. Il resto, ai tifosi del Torino, oggi non importa.