17 ottobre 2009: quando un pallone da spiaggia segnò in Premier League 17 ottobre 2009: quando un pallone da spiaggia segnò in Premier League
Otto anni fa, il 17 ottobre del 2009, lo Stadium of Light di Sunderland fu testimone del gol più assurdo della storia della Premier... 17 ottobre 2009: quando un pallone da spiaggia segnò in Premier League

Otto anni fa, il 17 ottobre del 2009, lo Stadium of Light di Sunderland fu testimone del gol più assurdo della storia della Premier League.

Forse, della storia del calcio.

Perché non era mai successo – e a meno di improbabili revival, non succederà mai più – che un pallone da spiaggia segnasse un gol nel massimo campionato inglese.

Siamo allo Stadium of Light, dove i Black Cats, i padroni di casa del Sunderland, ospitano il Liverpool in un match tra due squadre che stazionano esattamente a metà della classifica della Premier.

Un match che comincia subito con il botto, grazie alla giocata da tramandare ai posteri. Non una giocata di un singolo, non un’invenzione di un campione, nemmeno l’errore di uno sfortunato difensore.

A ben pensarci, l’ironia del destino è stata ancora più evidente.

Perché, a pochi minuti dal fischio d’inizio, è proprio dal settore dei tifosi del Liverpool che arriva in campo un pallone di quelli da spiaggia, gonfiabili. Un pallone che prende il volo, leggero, e si deposita nell’area piccola difesa da Pepe Reina.

Il Sunderland, in quel momento, sta attaccando proprio da quelle parti, e nessuno ferma il gioco per liberare il campo da quell’oggetto finito imprevedibilmente in mezzo alla zona delle operazioni; d’altronde, il regolamento parla chiaro, non si può giocare con due palloni in campo, ma cosa si fa se il pallone non è in cuoio, ma è uno di quelli gonfiabili in plastica?

Ma il tempo per farsi tutte queste domande non c’è: è il quinto minuto di gioco quando il pallone arriva sul destro di Darren Bent, che, nel traffico, non ci pensa su due volte, e spara con tutta la forza che ha in corpo. In quel momento, le traiettorie dei due palloni, quello grande e quello piccolo, si incrociano.

La sfera di cuoio incoccia quella di plastica, come se fossimo alla bocciofila, come se fossimo sul panno verde da biliardo, i due palloni collidono, e le ineluttabili leggi della fisica fanno il loro dovere.

Un pallone prende la strada alla sinistra di Pepe Reina, un altro quello alla sua destra.

Un pallone finisce alle spalle del portiere spagnolo del Liverpool, un altro sibila qualche metro a fianco del palo della porta.

Sfortunatamente per Pepe, che era già pronto a raccogliere, in presa bassa e sicura, il tiro di Bent, nella collisione a dirigersi verso la sua porta è il pallone vero, quello in cuoio, quello che fa testo.

È gol.

Reina, beffato dalla traiettoria imprevista, dalla deviazione inaspettata, si blocca, come immobilizzato: nell’incredulità generale e tra le proteste dei giocatori del Liverpool, l’arbitro Mike Jones convalida il gol e il Sunderland è in vantaggio.

Un vantaggio che manterrà fino alla fine del match, perché evidentemente quello era un giorno speciale, e il pallone da spiaggia doveva risultare decisivo, per forza.

Con il senno di poi, tutti fecero notare, giustamente, che l’azione era palesemente irregolare, e che il gioco si sarebbe dovuto fermare e poi riprendere con una palla scodellata.

Ma, in quel caso, ci saremmo persi una bellissima storia.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro