Secondo la teoria del multiverso, molto in voga nella fisica moderna, la realtà che sperimentiamo quotidianamente non è l’unica esistente. Esisterebbero, infatti, innumerevoli universi...

Secondo la teoria del multiverso, molto in voga nella fisica moderna, la realtà che sperimentiamo quotidianamente non è l’unica esistente. Esisterebbero, infatti, innumerevoli universi paralleli al di là del nostro spaziotempo, tutti validi e tutti reali allo stesso momento.

E noi, che siamo ragazzi sensibili e di buon cuore, non ce la facciamo più a vedere quel poveretto di Gabriel Barbosa seduto malinconicamente sulla panchina dell’Inter, con il berretto calato in testa in attesa del suo momento. No. E infatti, interrogando alcuni dei massimi esperti della fisica moderna, abbiamo scoperto che, da qui a qualche mese, succederanno grandi cose per il piccolo brasiliano triste.

Infatti, ci saranno 10 universi paralleli, tra qualche settimana, in cui Gabigol cambierà squadra e diventerà protagonista. Ve li presentiamo tutti, anticipandovi anche come andrà a finire.

Crotone

Con il ritorno all’Ezio Scida, il Crotone di Davide Nicola è tornato a volare. E a gennaio arriva anche l’ultimo puntello per la salvezza. Il presidente Vrenna concorda con Suning il prestito di Gabigol fino a fine stagione. Il 6 gennaio, vestito da Befana, Gabriel Barbosa viene presentato ai tifosi calabresi in pompa magna.

L’attaccante brasiliano si affaccia dal balcone del reparto traumatologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio, quello con vista panoramica sull’Ezio Scida, e impartisce la sua benedizione ai circa 500 orfanelli venuti a chiedere un miracolo. L’inserimento è lento, farsi spazio tra Trotta, Falcinelli, Stoian e Simy non è cosa semplice. L’infortunio di Stoian rende la cosa più semplice, e Gabigol conquista il posto da titolare.

Da quel momento, la corsa dei pitagorici diventa inarrestabile, e all’ultima giornata, vincendo 2-1 contro la Lazio, grazie alla doppietta di Gabigol, il Crotone festeggia la qualificazione matematica all’Europa League.

L’Ospedale San Giovanni di Dio viene quindi rinominato, la mattina successiva, Ospedale Gabriel Barbosa, e in ogni stanza viene fornita statua in marmo raffigurante l’attaccante brasiliano che fece il miracolo.

Modena

A fine dicembre Gabigol rilascia una lunga intervista a Famiglia Cristiana, dichiarando: “i miei modelli di riferimento, in panchina, sono Mourinho e Van Gaal“. Nemmeno un giorno dopo, squilla il telefono del procuratore: è Eziolino Capuano, che fa capire a chiare lettere che lui, come ha sempre detto, Mourinho e Van Gaal se li mette nel taschino, e che, se vogliono, il ragazzo possono mandarlo da lui.

Si concretizza quindi il passaggio di Gabigol al Modena: la Lega Pro si rivela difficile per il ragazzo, abituato al calcio di fino del Brasile, ma ci mette poco a diventare un delinquente consumato. A suon di calcioni, impara a menare forte pure lui, nel frattempo il Vate Eziolino Capuano gli insegna tutto sui segmenti tattici, sulla fase abnegativa e sulle prime palle, e lo rende edotto sulla differenza tra fase difensiva e difendente rischiando di procurargli una crisi mistica. Insomma, diventa senza mezzi termini un maiale assatanato.

In poco tempo Gabigol, insieme al metromono (ipse dixit) Giorico e al cannoniere Diakitè salva il Modena senza troppi problemi, e trova immediatamente un ingaggio per l’anno successivo all’Akragas, che farà di lui il pilastro della promozione in Serie B.

Venezia

Corsi e ricorsi storici: quasi venti anni fa (Madonna Santa quanto siamo vecchi) da Milano arrivava a Venezia un attaccante sudamericano che non riusciva a trovare spazio nell’Inter. Il suo nome era Alvaro Recoba, e quell’anno, a Venezia, trascinò la squadra lagunare a una storica e leggendaria salvezza in Serie A.

In una delle sue classiche telefonate con la nuova dirigenza interista, Massimo Moratti propone la sua soluzione: perché non mandiamo Gabigol al Venezia? In un attimo Joe Tacopina si presenta alla Pinetina, si carica il brasiliano sul portapacchi e se lo porta in Laguna. Il giorno dopo presentazione a bordo di una gondola mentre l’acqua alta impazza in città. Pippo Inzaghi ringrazia, si affida al suo nuovo acquisto che incanta tutti, come posseduto dallo spirito del Chino.

Il Venezia batte l’agguerrita concorrenza del Pordenone e della Reggiana, straccia tutti e ottiene la meritatissima promozione in Serie B. Tacopina sgancia 150 milioni di euro sull’unghia e si compra Gabigol, per farne la bandiera della squadra. Dall’anno successivo il brasiliano inspiegabilmente si intristisce e segna 1 gol in tutto il campionato, mandando sul lastrico il Venezia.

Virtus Entella

Fino a poche ore dal termine del mercato, nessuno ha ancora presentato offerte per Gabigol. Il brasiliano, una delle ultime sere di gennaio, sale sul tetto del Duomo, in un nebbione da tregenda, e minaccia il folle gesto. Il DS della Virtus Entella Matteo Superbi si presenta in Piazza Duomo e propone di portarsi a casa il giocatore, senza però pagare l’ingaggio.

Il giovane Suning, per il disturbo, firma anche un assegno da 15 milioni all’Entella, per il disturbo arrecato. Gabigol sbarca così in Liguria, ma trovare spazio è complicato. Ciccio Caputo ovviamente non si tocca, anche perché continua a segnare a ogni pallone toccato. Gabriel Barbosa sgomita con Tremolada e Masucci, ma riesce a racimolare solo gli spiccioli.

A fine stagione Gabigol accumula 5 presenze, 43 minuti totali, nessun gol e un unico tiro, a Frosinone, finito in casa della signora il cui balcone si affaccia sul Matusa. Il brasiliano va via triste, la signora vende il cimelio a 12.000 euro su Ebay.

Manchester City

Lo sceicco del Manchester City, per parecchi mesi, si è portato appresso un dubbio che gli stava logorando l’anima. Ogni settimana, continua a telefonare a Pep Guardiola, facendogli la stessa, identica, preoccupatissima domanda: “Senti Pep, ma noi quale Gabriel abbiamo preso? Quello che segna a raffica e gioca nel Brasile o quello che fa la panchina a Eder e Palacio?”

Guardiola, ogni volta, rassicura il suo ansioso proprietario, dicendo che a gennaio gli arriverà quello buono dei due, ma lo sceicco, vedendo le formazioni che schiera in campo e le scoppole che raccoglie di qua e di là, non è che ora si fidi più di tanto del suo allenatore. Per cui, appena riapre il mercato di gennaio, si presenta alla porta dell’Inter, apre la borsa e compra anche Gabigol, per sicurezza.

Alla dirigenza dell’Inter non sembra vero, e l’evento viene festeggiato con poca morigeratezza. Guardiola, che ha perso ormai tutte le certezze, non sa più nemmeno lui quale sia Gabriel Barbosa e quale Gabriel Jesus, e li manda in campo insieme contemporaneamente, creando una situazione di confusione totale che contribuisce all’eliminazione dalla Champions League e alla mancata qualificazione alle coppe.

A luglio, lo sceicco chiamerà Nedo Sonetti sulla panchina del Manchester City.

Golden State Warriors

Come Michael Jordan quando annunciò il suo ritiro dal basket per darsi al baseball, a gennaio Gabriel Barbosa stupisce tutti. Convoca una clamorosa conferenza stampa e annuncia: “il mio sport preferito è sempre stato il basket, in camera nascondevo il poster di Marcelinho Huertas sotto quello di Ronaldo sperando che i miei genitori non se ne accorgessero. Da oggi voglio giocare solo e soltanto a basket, il calcio per me è solo un ricordo”.

Il clamore mediatico è enorme, e la NBA, da sempre attenta a queste cose, annusano la preda e vi si fiondano. Gabigol firma un contratto con i Golden State Warriors, e diventa il terzo playmaker a roster dei californiani. Incredibilmente, si scopre che ha davvero del talento, in più, in un tesissimo Golden State-OKC, con un’entrata con il piede a martello frantuma tibia e perone a Russell Westbrook.

Finisce l’anno da titolare, con Steph Curry messo malinconicamente a sedere in panchina, e l’anno successivo si scatena un’asta per portarselo a casa. Poi, incredibilmente, verrà trovato positivo al nandrolone e squalificato a vita da ogni tipo di sport.

Leicester City

Tra le tante offerte che giungono alla porta dell’Inter, c’è anche quella di Claudio Ranieri, che è a caccia di novità per il suo Leicester. In campionato le Foxes arrancano, ma in Champions sono agli ottavi di finali: un innesto di qualità potrebbe dare vitalità alla squadra inglese.

A gennaio l’affare si concretizza: Gabigol si trasferisce al Leicester e avrà addirittura la possibilità di disputare la Champions League. Con il brasiliano e Mahrez sulle ali, e Jamie Vardy in mezzo, il Leicester ricomincia a volare. Una sfangata dietro l’altra, raggiungono addirittura la finale, segnando 2 sole reti nella fase ad eliminazione diretta, tutte a firma di Wes Morgan tra l’altro.

In una rocambolesca finale contro il Bayer Leverkusen, Gabigol si erge a protagonista e, di nuca, dopo essersi sparato addosso il pallone con il tacco, segna il gol vittoria: il Leicester è campione d’Europa, e Gabigol diventa Sindaco onorario della città inglese. In estate torna all’Inter dove il nuovo allenatore Alberto Malesani, che nel frattempo ha rimpiazzato Pioli, Galeone, Cagni, Papadopulo e De Canio, lo farà di nuovo marcire in panchina per un anno intero.

Milan

A gennaio si concretizza un clamoroso scambio tra giocatori che hanno faticato a trovare spazio: scambio gratuito di prestiti, Leonel Vangioni va all’Inter, Gabigol al Milan. Nel frattempo, il closing non è arrivato ancora e Berlusconi, visto che si va a votare a nuove elezioni, decide di tentare la carta del Milan per portarsi a casa qualche voto.

Clamorosa campagna di rafforzamento, in rossonero arrivano Cavani, Lewandowski, Benzema, Piquè e Sergio Ramos, ma a brillare più di tutti è incredibilmente Gabigol. Il Milan fa una rimonta clamorosa, aggancia la Juventus, batte 8-0 l’Inter nel Milan e va a vincere lo scudetto. Silvio Berlusconi vince le elezioni con il 65%, indice un referendum costituzionale che abolisce Camera, Senato, CNEL e corner corti e il popolo approva con il 95%.

Arrigo Sacchi torna sulla panchina del Milan e apre un nuovo ciclo vincente, sfortunatamente però Gabigol segue le orme di Van Basten e si sfascia tutto, dalla testa ai piedi. Entrerà nel Milan con un ruolo dirigenziale e spenderà circa 600 milioni di euro in bidoni inenarrabili, mandando in rovina il Milan.

Nel luglio 2029, intanto, dopo la caparra numero 241, arriverà il tanto agognato closing.

Nizza

Alla fine arriva anche l’offerta dalla Ligue 1: ma non è il PSG degli sceicchi a volere Gabigol, ma il Nizza che sta sognando di conquistare il campionato. Suning, per disperazione, accetta la proposta, e manda il brasiliano triste in prestito per 6 mesi in terra francese.

Qui Gabigol si riscopre fenomeno: la coppia con Super Mario Balotelli funziona alla grande, fuori e dentro il campo. I due segnano 25 gol a testa da gennaio a fine anno, i rossoneri vincono la Ligue 1 e arrivano in finale di Europa League, dove perdono dall’Hapoel Be’er Sheva, con un gol di Buzaglo al 97′ in mischia, su un corner.

Gabigol e Balotelli, durante la finale, litigano come Trotta e Falcinelli per un rigore che poi tirerà Marione, spedendolo in curva. Sarà l’inizio della fine, e i due negli spogliatoi si prenderanno a pugni. Avrà la peggio il brasiliano, che cadendo si fratturerà tibia, perone e altre 15 ossa a caso. La riabilitazione sarà troppo lunga e dopo 3 anni di sofferenza si dovrà ritirare dal calcio, ma sarà eletto Presidente in Brasile (anche se ci saranno per anni accuse e sospetti di brogli clamorosi).

Ritiro dal calcio giocato

A gennaio nessuno si fa vivo alla porta dell’Inter. Stefano Pioli continua a preferire chiunque a Gabigol, anche il giovane Pinamonti (che in estate verrà comprato per 68 milioni dal Chelsea) e il brasiliano continua a marcire in panchina, dimenticando anche che forma abbia il pallone.

Per cui, dopo tante sofferenze, annuncia il suo ritiro dal calcio giocato, manifestando l’intenzione di abbandonare questo mondo che gli ha riservato solo dolori. Prova prima la carriera da allenatore, ma alla Giana Erminio viene esonerato dopo 5 giornate, poi diventa direttore sportivo del Lumezzane, ma anche qui ha poca fortuna.

Tenta la carriera televisiva, furoreggia a Uomini e Donne, dove diventa uno dei tronisti più acclamati di tutti i tempi, raccoglie svariati milioni di euro in serate in discoteca, ma poi un investimento sbagliato in mutui subprime della Lehman Brothers lo riduce sul lastrico. Torna a giocare a 40 anni nel Santos, dove segna altri 450 gol in 5 anni, diventando nuovamente l’idolo di Youtube.