Lo sport è bello, seguirlo dannandosi l’anima dietro alle scommesse sportive ancora di più. Giocare (con moderazione, mi raccomando) qualche euro a settimana insieme...

Lo sport è bello, seguirlo dannandosi l’anima dietro alle scommesse sportive ancora di più. Giocare (con moderazione, mi raccomando) qualche euro a settimana insieme agli amici è una gioia che può però ben presto trasformarsi in un incubo.

Chi scommette infatti lo sa: il pericolo è sempre dietro l’angolo, e la fregatura sempre pronta ad accadere. Per questo motivo abbiamo raccolto, a mo’ di avvertimento, i 10 problemi che gli scommettitori incalliti conoscono a menadito. E scusateci se abbiamo toccato qualche tasto dolente, non era nostra intenzione ferire i vostri sentimenti.

1. Ritrovarsi invischiato a seguire campionati sconosciuti

Chi scommette è informatissimo su qualsiasi cosa succeda nel mondo. Può capitare che qualcuno ti chieda dove si trovi Radviliskis, e tu ovviamente lo saprai perchè, qualche settimana prima, hai perso una bolletta fantasmagorica per colpa di quel maledetto under di Coppa Lituana. Il problema è che spesso ci si lascia prendere la mano, e, rapidamente, ci si ritrova di mercoledi mattina a informarsi sul campionato islandese oppure a fare lo scouting in streaming del campionato iraniano per capire se è il caso di mettere 5 euro sull’x2 del Sepahan la settimana prossima.

2. Perdere la scommessa all’ultimo minuto

Non c’è bisogno di grandi spiegazioni. La scommessa persa all’ultimo minuto, quando tutto sembrava già fatto e i soldi praticamente incassati, è uno dei grandi classici delle scommesse sportive. Non importa che sia una doppia chance o un risultato esatto, un lenzuolone oppure un sistema a correzione d’errore. Il cetriolone al minuto 90 è quanto di più becero possa esistere. E fa partire una sequela di ingiurie al cielo che la metà basterebbe per guadagnarsi la dannazione eterna.

3. Perdere il lenzuolone per un solo risultato

Situazione più o meno simile alla scommessa persa all’ultimo minuto, solo che, razionalmente, dovrebbe fare meno male, visto che magari la partita sbagliata viene cannata in pieno. In genere la partita sbagliata è quella più semplice, quella quotata 1.20 messa per alzare la vincita, oppure quella messa all’ultimo per stare a sentire un amico che era sicuro di quel risultato. Certo, può anche capitare di perdere tutto il lenzuolone all’ultimo secondo, e in quel caso entriamo quasi nel penale.

4. Perdere la bolletta già alla prima partita

Alzi la mano chi, tra i presenti, non ha mai perso una bolletta studiata meticolosamente per colpa della prima partita del palinsesto. In genere, il fattaccio succede quasi sempre con la partita di Premier League delle 13.45, troppo invitante per non essere giocata. E così alle 14.30, con il nostro 1 a West Ham-Swansea, ci ritroviamo sul groppone una bolletta da strappare visto lo 0-4 all’intervallo della prima partita del sabato. Ci riproponiamo di non giocare mai più la prima partita, ma la domenica successiva ci lasciamo tentare dall’over 5.5 di Southampton-Sunderland e ci ricaschiamo.

5. Farsi fregare dalla partita più facile

Hai indovinato tutto. Parziali e finali, coraggiosissimi x primo tempo, doppie chance a quote altissime. E poi, ovviamente, la partita che vai a cannare è quella con la quota sotto 1.20, la vittoria interna del Bayern Monaco o del PSG, o corazzata simile, che avevi inserito solo per fare cifra tonda con gli spiccioli. Un pochino, però, te la sei andata a cercare e te la meriti.

6. Cambiare idea all’ultimo secondo

Hai studiato tutto nei minimi particolari, hai messo in piedi una bolletta che praticamente aspetta solo di essere riscossa tra qualche ora. Eppure, c’è l’ultima partita che proprio non ti convince. Decidi, coraggiosamente, di affidarti a quello che dice la tua pancia e di cambiare idea all’ultimo istante. Si rivelerà una scelta tragica che condurrà ad un oceano di lacrime, disperazione e Madonne.

7. Dimenticarsi o non poter giocare una scommessa vincente

Sei con gli amici al bar a sorseggiare la solita mezza dozzina di birre del sabato sera. All’improvviso, senza motivo alcuno, esclami: domani Carpi-Juventus 4-1, primo marcatore Lasagna. Poi, ovviamente, non avrai mai il coraggio di buttarli via quei 5 euro, e per cui, quando l’arbitro fischierà la fine con il Carpi vincente e Kevin portato in trionfo, tu ti starai facendo rodere il fegato fino alla morte. Altra ipotesi plausibile è quella che ti vede preparare una gran bolletta meticolosamente studiata, ma, per motivi di traffico, impegni, altro, non riesci a giocarla per tempo. E ovviamente sarà vincente.

8. Farsi fregare dal cuore

Prima regola dello scommettitore professionista: mai giocare la squadra del cuore. Perchè in ogni caso finirà male. Una delle convinzioni più errate dello scommettitore alle prime armi è quella di pensare di giocare la sconfitta della propria squadra come se fosse una sorta di risarcimento: non fa niente, se perdiamo sono contento uguale. Bè, no, in verità l’unica cosa assicurata da una scelta del genere è una bella gastrite cronica.

9. Mai fidarsi delle statistiche e dei numeri

Ok, qualcuno vi ha raccontato che nel calcio moderno i numeri contano più di ogni altra cosa. Non fidatevi, non fatelo per nulla. Noi romantici siamo ancora convinti che il calcio sia un gioco imprevedibile e che, anche se una squadra sta facendo under da 15 partite consecutive, non è detto che non possa regalarvi all’improvviso, senza motivo, un over 7.5 a quota 50. Crederci, sempre e comunque. Anche quando i numeri suggerirebbero il contrario. Tanto smadonnate anche se andate appresso alla statistica.

10. Giocare in compagnia è pericoloso

Non esistono amici nelle scommesse. A meno che non abbiate un socio con cui condividete tutto da anni, non giocate mai in coppia con gli amici. Perchè è difficile mettersi d’accordo su cosa giocare, mentre è facilissimo insultarsi le madri dopo aver perso una bolletta per un solo risultato, guarda caso proprio quello proposto dall’amico che il calcio lo segue giusto sul televideo. Lasciate perdere, giocate da soli. Almeno salverete le amicizie.