Le 10 partite di calcetto che hai giocato almeno una volta nella vita Le 10 partite di calcetto che hai giocato almeno una volta nella vita
Il calcetto tra amici è un gran divertimento, ma anche una meravigliosa e inevitabile occasione per mettere in campo agonismo, ardore e voglia di... Le 10 partite di calcetto che hai giocato almeno una volta nella vita

Il calcetto tra amici è un gran divertimento, ma anche una meravigliosa e inevitabile occasione per mettere in campo agonismo, ardore e voglia di menare le mani. E ogni volta che scendiamo su quel prato spelacchiato insieme ai nostri amici, o insieme a perfetti sconosciuti, succede qualcosa di magico.

Ma, in fondo, le partite di calcetto tra amici sono quasi sempre riconducibili ad un copione. Si ripetono degli schemi e delle situazioni che è facile individuare. Noi ne abbiamo trovate 10, voi siete liberissimi di suggerircene altre.

1. L’incognita

Avete raccattato 10 giocatori per strada. Non sapete nemmeno chi diamine siano. Avete chiamato amici degli amici, parenti, cugini, reduci di guerra, ambulanti. Insomma, questa partita è un’incognita assoluta. Potreste trovarvi in 10 fenomeni e dare vita alla partita più bella di tutti i tempi, oppure essere 10 sconosciuti che parlano lingue diverse, calcisticamente e non, e anche riuscire a fare due passaggi in fila potrebbe essere un’impresa clamorosa. Insomma, questa partita è per chi ama il rischio. Spesso, finisce in tragedia, con accoltellati e portafogli spariti dagli spogliatoi.

2. La partita squilibrata

Un grande dramma. La carenza di giocatori dal tasso tecnico elevato ha costretto l’organizzatore a reperire un paio di innesti dell’ultimo minuto. Capita però, magari, che uno dei partecipanti sia troppo forte, oppure che il dislivello tecnico tra i migliori 3-4 e il resto della truppa sia troppo elevato. Aggiungeteci che magari le squadre vengono fatte alla meno peggio. Risultato? Una partita che finisce 15-2, in cui chi  è più forte non si diverte e si innervosisce da morire, chi perde prova a tirare calcioni alla rinfusa, riuscendo spesso nel suo intento.

3. La faida

Partitella ricorrente tra due gruppi di “amici” che si organizzano per darsele di santa ragione una volta a settimana. Sempre gli stessi, con qualche scampolo di turnover dovuto a normali esigenze di copione. Per il resto, questa partita è quasi sempre cruenta. Ruggini che si trascinano da una settimana all’altra, vendette, violenza gratuita, schermaglie mediatiche via Whatsapp, oltraggi, ingiurie che si trascinano anche fuori dal rettangolo di gioco. Semplicemente questi due gruppi di ragazzi si odiano, ma invece che fare a pistolettate fuori da un night club di Caracas, preferiscono scannarsi sul prato in sintetico. Legittimo.

4. La rimonta

Una delle due squadre si porta subito in vantaggio, anche di 4-5-6 reti. Poi si incomincia a gigioneggiare, a fare gli splendidi, a provare il colpo ad effetto. E silenziosamente gli altri, anche se inferiori tecnicamente, forti della sola resistenza fisica o delle vaccate altrui, si riportano sotto, pareggiano e sorpassano. E in genere da questo momento incomincia a farsi tesa la partita, con rischio di calci, pugni e schiaffi che si eleva all’ennesima potenza.

5. La zona cesarini

La campanella sta per suonare, il proprietario del campo sta per arrivare, in ciabatte, canotta e maleducazione a cacciarvi via tutti a calci nel sedere. Ma la partita è ancora in parità, e qualcuno, clamorosamente, la decide con un colpo ad effetto nel finale. Iniziano le discussioni, sulla validità del goal, sulla regolarità del suono della campanella, sui tacchetti non regolamentari indossati da uno dei componenti della squadra. Le discussioni proseguono anche sotto la doccia, per strada, o per via telematica. I più fortunati potranno raccontare ai propri nipotini di quella sassata tirata all’incrocio mentre la campanella suonava. I meno fortunati finiranno tre metri sotto terra per espiare il peccato.

6. L’incattivita

Non c’è un motivo preciso per cui una tranquilla partitella del giovedi si incattivisce. Basta un’entrata fuori tempo o una parola fuori luogo. Basta una ruggine fuori dal campo, tipo l’aver invitato l’ex della propria ragazza, forse anche di proposito per tendergli un’imboscata. Basta un gol festeggiato troppo o un una gamba non tirata indietro. Di colpo la partita si incattivisce e finisce che ogni occasione è buona per lasciare i segni addosso agli avversari. Alcune partite, le più focose e delinquenti, possono vedere ovviamente coinvolti nelle gazzarre anche e soprattutto i compagni di squadra.

7. La tematica

Quando non si ha niente da fare, nella vita, si generano mostri. Del tipo che ci si mette tutti d’accordo per delle fantasmagoriche partite tematiche. E allora, tutti con la maglia da calcio del proprio idolo anni ’90, oppure con la maglia della propria nazionale africana preferita. Oppure tutti con la maglietta tarocca più preziosa che si possiede, tipo quella della Vipera Mastronunzio o quella di Music del Como. Solitamente il tasso tecnico di queste partite farebbe vergognare chiunque, ma l’importante è metterci il cuore e l’animo becero. E divertirsi.

8. La caccia all’uomo

L’organizzatore ha fatto un errore clamoroso, o è stato costretto dalle circostanze a chiamare un giocatore dal tasso tecnico troppo elevato per la banda di criminali dei suoi amici. Oppure tra i 10 in campo c’è qualcuno che si presenta con la maglia di Neymar, le Nike fosforescenti e poca voglia di tenere a bada i suoi doppi passi. In pratica, bastano 5 minuti per trasformare questa partita in una vera e propria caccia all’uomo, con tutti gli astanti che ci tengono a portarsi a casa un ricordo della serata. Di solito termina con qualcuno al Pronto Soccorso.

9. Quella in 9

Bestemmie, bestemmie, e ancora bestemmie. Si sono racimolati 10 inabili, ma il “si, ci vediamo dopo” di quel compagno delle medie che non vedi da 10 anni e non sei proprio sicuro viva ancora nella tua stessa città non è che ti aveva convinto poi così tanto. 5 minuti, 10, 15. E dopo un po’ si realizza che siamo destinati a giocare in 9, un luridissimo 5vs4 che finisce solo per far innervosire tutti e quindi rischia di degenerare in tragedia. L’organizzatore, se non è abbastanza carismatico, verrà poi appeso a testa in giù nelle docce.

10. Quella coi portieri

La partita più bramata dai calcettisti. Quella in cui due individui portano i guanti e si piazzano tra i pali evitandoci l’infamante via crucis dei turni in porta, con gente che prova a parare le sassate all’incrocio con i piedi, pur di non metterci le mani, e le partite che finiscono 18-14 perchè ogni tiro verso la porta è praticamente destinato a finire in fondo al sacco. Con due portieri, tutto è più bello, si possono tirare le sassate e sentirsi finalmente realizzati se si fa gol, perchè si è segnato a un portiere, mica a uno che non vedeva l’ora di scansarsi e tornare a delinquere in mezzo al campo. Poi, magari, i due portieri sono citofoni e finisce lo stesso 18-14, ma almeno avremo qualcuno cui dare la colpa.