10 parole per raccontare la finale 10 parole per raccontare la finale
Leggende La finale di Coppa dei Campioni è già di per sè un evento leggendario. Ma noi, in questo caso, ci vogliamo concentrare sui... 10 parole per raccontare la finale

xavi2Leggende

La finale di Coppa dei Campioni è già di per sè un evento leggendario. Ma noi, in questo caso, ci vogliamo concentrare sui giocatori che scenderanno in campo, per i quali il termine leggenda calza indubbiamente a pennello. Leggenda sarà ricordato Gigi Buffon, portiere della Juventus che si è già visto sfuggire il trofeo da quelle sue mani così solitamente sicure, era il lontano 2003 e a regalargli la delusione fu il Milan in una finale tutta italiana. Leggenda è Andrea Pirlo da Brescia, che questo trofeo l’ha già sollevato al cielo ben due volte, entrambe in maglia rossonera nella già citata edizione del 2003 ed in quella del 2007. Dalla parte opposta come vogliamo definire gente i del calibro di Xavi, Iniesta o Leo Messi? Giocatori, i primi due, in grado di vincere tutto sia con il Club che in Nazionale. Giocatore, l’argentino, con una classe infinita e destinato ad abbattere un numero inimmaginabile di record, personali e di squadra.  A noi, come termine omnicomprensivo, viene in mente soltanto questo, leggenda

tevez-fFutbol

Futbol, in Sudamerica, ovvero il gioco del pallone. Questa finale parlerà molto Spagnolo, con cadenza argentina, e Portoghese, con la caratteristica inflessione Brasiliana. Tanti infatti sono i protagonisti che vengono da quelle splendide terre, a partire dai due giocatori probabilmente più rappresentativi ovvero Tevez, el jugador del Pueblo, e la Pulga Leo Messi. Accanto a loro il piccolo condottiero ,el Jefecito Mascherano, Dani Alves, il funambolico Neymar oltre al Tucumano Pereyra, che presumibilmente si accomoderà in panchina. Ma non ci sono solamente Argentina e Brasile, ci sarà il Cile, rappresentato dal guerriero Vidal e dal portiere di riserva Bravo e l’Uruguay patria del pistolero Luis Suarez. Solitamente Sudamerica fa rima con grinta, botte e spettacolo. Noi ci auguriamo di vedere tutto il campionario.

allegri-leCondottieri

Massimiliano Allegri e Luis Enrique, due che, per arrivare a questo appuntamento, non hanno avuto proprio vita facile. Hanno dovuto raccogliere sulle spalle l’eredità pesante di due che prima di loro avevano conquistato il cuore dei loro tifosi: Antonio Conte e Pep Guardiola. Per Max Allegri è la rivincita verso chi, a inizio anno, vedeva nella sua scelta un passo indietro della società verso le ambizioni europee. Per Luis Enrique, è la rivincita verso chi, in Italia, lo ha rapidamente bollato come inadeguato dopo la breve parentesi romana. Sbagliandosi, perchè forse il Barcellona di Luis Enrique gioca pure meglio di quello di Guardiola. I due condottieri della panchina sono pronti allo scontro finale per giocarsi la supremazia sull’Europa.

apneaApnea

Come lo stato in cui tutti seguiranno la partita. I tifosi della Juventus e del Barcellona, certo. Ma molto probabilmente anche quei tifosi che Juventus e Barcellona mai vorrebbero vederle alzare al cielo quella coppa, loro che a Berlino non potranno esserci. Apnea, per 90 minuti ( e forse più ) da seguire senza respirare, con il battito accelerato, con il sudore che ti bagna i vestiti e la testa che non pensa più a niente. Perchè le partite speciali hanno il potere di farti sentire davvero parte di qualcosa di grande, come se tu fossi lì a soffrire con i 22 in campo.

chiellini-deliDelinquenza

Si, perchè anche la finale vogliamo viverla a modo nostro. Con la delinquenza che ci piace. Non quella dei calcioni immotivati, della violenza e degli stupidi. No, con la delinquenza del cuore buttato oltre l’ostacolo, del sudore come arma per combattere il nemico, della grinta e della garra come strumenti per issarsi sul tetto d’Europa. Con la delinquenza di chi, anche da casa, vive il calcio prendendolo maledettamente sul serio. La delinquenza, anche in questo senso, non potrà mancare all’Olympiastadion di Berlino. Perchè, senza delinquenza, non si vincono le Coppe.

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