Tra 2 giorni, con la cerimonia inaugurale di venerdì, prenderanno il via le Olimpiadi di Rio de Janeiro, che, a dire il vero, stanno...

Tra 2 giorni, con la cerimonia inaugurale di venerdì, prenderanno il via le Olimpiadi di Rio de Janeiro, che, a dire il vero, stanno già facendo parlare parecchio e hanno già dato diversi spunti di carattere assolutamente delinquenziale (come, per esempio, diversi cadaveri ritrovati nelle acque dove dovrebbero essere in programma le gare del nuoto libero).

Al di là di tutto, comunque i Giochi Olimpici sono sempre un gran bel momento, soprattutto quando cadono in un periodo dell’anno nel quale noi appassionati di pallone facciamo i conti con una crisi di astinenza che rasenta il patologico. Insomma, le Olimpiadi cascano giusto a fagiuolo per colmare quel maledetto vuoto che separa la fine degli Europei con l’inizio della serie A e dei principali campionati europei.

E, ovviamente, abbiamo trovato per voi 10 spunti delinquenziali che vi aiuteranno a gustarvi i giochi olimpici brasiliani con tutt’altro spirito. Eccoli a voi, in tutta la loro abbacinante bellezza.

1. Improvvisarsi grandi esperti di sport di cui fino al giorno prima ignoravi l’esistenza

Le Olimpiadi sono fantastiche principalmente per un motivo particolare. Ti permettono infatti di appassionarti a sport di cui non conoscevi l’esistenza, e che, nei 3 anni e 11 mesi che hanno preceduto l’appuntamento olimpico, hai bellamente ignorato, se non proprio dileggiato. Fino a qualche giorno prima, infatti, se sentivi parlare di tiro con l’arco o di judo, cambiavi strada e interlocutore.

Ma quando la fiaccola olimpica termina il suo percorso, bè, allora cambia tutto. Diventa assolutamente legittimo piazzarsi davanti al televisore con la birretta d’ordinanza per gustarsi 3 ore di qualificazioni del canottaggio o per guardare un interessantissimo combattimento di lotta libera.

Solo a qualcosa proprio non riesci ad appassionarti, tipo la ginnastica artistica o il nuoto sincronizzato. Anche se sotto sotto, se dovesse arrivare qualche italiano in zona medaglia anche lì, riusciresti a tirare più di qualche ingiuria ai giudici che non capiscono una beata mazza. Ovviamente al termine del periodo olimpico tornerai ad ignorare tutti questi meravigliosi sport e tornerai a preferire un Pizzighettone-Morro d’Oro qualsiasi a ogni altro sport.

2. Fare il tifo per atleti e paesi sconosciuti ai più per sperare in sfangate memorabili

Certo, c’è il patriottismo e il sentirsi tutti più italiani, c’è il fare il tifo per ogni bandiera tricolore che sventola, da Nibali alla Pellegrini, da Galiazzo (ve l’avevamo detto che seguiamo anche il tiro con l’arco, si) fino a Yuri Chechi. Perché c’è ancora Yuri Chechi, vero?

Comunque, tornando al discorso di prima, bello tifare gli azzurri, vero, ma volete mettere l’emozione di appassionarsi alle vicende degli atleti delle Samoa, delle isole Cook (si, anche loro mandano 5 atleti a Rio) o del Kyrgyzstan? Fare il tifo per atleti sconosciuti e paesi minuscoli, di quelli che nemmeno Google Maps sa bene dove siano, è una delle cose per cui vale la pena vivere le Olimpiadi dal primo all’ultimo minuto.

Spereremo sempre nella medaglia a sorpresa dell’outsider, in una bella favola che diventa realtà, in uno sconosciuto che arriva davanti ai favoriti. Che poi alla fine, nel 2016. di vicende del genere ne abbiamo anche vissute un paio, quindi può anche essere che un ignoto sprinter del Turkmenistan arrivi davanti a Usain Bolt, no?

3. Ammirare la sconfinatezza della disorganizzazione brasiliana

Abbiamo già potuto ammirare quanti problemi organizzativi abbiano avuto i poveri brasiliani. Certo, vanno assolutamente capiti e compresi, visto che a quanto pare l’economia nazionale sta già andando abbastanza a scatafascio e questi Giochi potrebbero anche rivelarsi una discreta mazzata per il futuro (ricordate tutti cosa è successo alla Grecia subito dopo le Olimpiadi del 2004, vero?).

In ogni caso, l’organizzazione brasiliana non ci pare messa benissimo. Dalle notizie di impianti di gara che, con gli atleti ormai a Rio, devono ancora essere completati, a quelle che arrivano dal villaggio olimpico, dove pare che manchino acqua, elettricità, ci sono cavi scoperti e si rischia la tragedia a ogni passo. Ah, si e dimenticavamo l’emergenza Zika e quella criminalità, con furti, rapine e omicidi assolutamente all’ordine del giorno. E’ di pochi giorni fa la notizia che nelle acque del nuoto libero sono stati trovati cadaveri di cani, gatti e forse anche uomini.

Insomma, la disorganizzazione brasiliana potrebbe regalarci perle clamorose, sperando che nessuno si faccia troppo male, in tutto questo bailamme. Che posto meraviglioso il Sudamerica, signori.

4. Scoprire se e quando troveranno il prossimo medagliato dopato come un cavallo

Altro grande tema che ha agitato le settimane che precedono le Olimpiadi è quello del doping. La notizia più clamorosa, quella che ha tenuto banco per più tempo, è quella relativa all’incredibile (ma non troppo) doping di stato messo in atto dalla sempre simpatica Russia. Di qui tutte le esclusioni, polemiche e battaglie ancora in corso: non ci stupiremmo troppo se qualche missile lanciato dal buon Vladimir Putin dovesse atterrare sul Maracanà di Rio per punire le decisioni del Cio che ha buttato fuori quasi tutti gli atleti russi.

Anche noi italiani ci difendiamo bene, con Alex Schwazer che ancora non si sa bene se potrà partecipare o no alle Olimpiadi, e la positività di una ragazza del beach volley venuta fuori proprio ieri. Ecco, potete anche divertire a guardare le Olimpiadi provando a scommettere sul prossimo atleta che beccheranno gonfio di steroidi anabolizzanti, e al quale tra 3-4 anni toglieranno la medaglia conquistata con fatica (ma nemmeno troppa) a Rio.

Vedremo se il numero di dopati totali supererà i 50, voi che dite?

5. Dare sfogo alla tua malcelata ludopatia

Ormai abbiamo imparato a conoscerci l’uno con l’altro, non diciamoci bugie. Siamo tutti affetti da una ludopatia incurabile, e le Olimpiadi saranno una grande occasione per scommettere su tutto quello che vedremo in scena a Rio de Janeiro dalle 13 alle 4 del mattino, cercando possibilmente di non finire sul lastrico.

E allora, tutti a cercare informazioni su chi è il favorito nel badminton, su quali saranno le sorprese nel sollevamento pesi, sulle condizioni di salute della staffetta di Trinidad e Tobago. Con l’evoluzione dei tempi, i bookmakers le hanno oramai studiate tutte per farci buttare soldi in tutti i modi possibili immaginabili, e noi saremo quindi ben disposti a puntare 5 euro, senza paura, sulle qualificazioni del tiro con l’arco femminile.

Comunque, adesso dobbiamo lasciarvi. E’ già cominciato il torneo olimpico di calcio femminile, e noi dobbiamo andare a giocare qualcosina sull’over 1.5 primo tempo di Zimbabwe-Germania. Forse anche qualche spicciolo sul pareggio, che abbiamo ricevuto una dritta sicura.

6. Scoprire nuovi idoli, eroi, modelli di vita

L’olimpiade è l’occasione perfetta per conoscere le storie di protagonisti di alcuni sport dei quali siamo meno appassionati e di cui, di conseguenza, ignoreremmo l’esistenza. Ad esempio cosa vi dice il nome Yusra Mardini?

A molti di voi nulla, nemmeno a noi, a dire il vero, fino a qualche giorno fa quando ci è capitato di leggere la sua storia. Yusra è una ragazza Siriana di 18 anni che, a seguito della difficilissima situazione che stava e sta tutt’ora  vivendo il suo paese d’origine, ha deciso di fuggire e provare a ricostruirsi una nuova vita.

E’ una bravissima nuotatrice e gareggerà per la bandiera della Nazionale dei Rifugiati, voluta espressamente da Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico. Avete già deciso per chi simpatizzare? Bè noi non abbiamo dubbi.

7. Per ripassare storia, geografia e politica

I giochi Olimpici hanno una storia che affonda le proprie origini nella notte dei tempi. Nell’antica Grecia le olimpiadi avevano un’importanza tale da portare alla sospensione delle guerre, durante la loro disputa, e venivano inoltre utilizzate come riferimento cronologico per datare gli eventi. In epoca più recente numerosissimi sono gli avvenimenti, sportivi o più in generale politico-sociologici, passati alla storia proprio durante questa rassegna.

Essendo considerata l’Olimpiade l’evento storico con più prestigio in assoluto, è stato scelto proprio questo palcoscenico per alcuni gesti di protesta  tra i più clamorosi in assoluto. La foto di Tommie Smith e John Carlos, Olimpiadi di Città del Messico 1968, con il pugno alzato, guantone nero e piedi scalzi mentre venivano premiati sul podio dei 200 metri vi dice qualcosa? E’ forse una delle foto con più significato di tutto il ‘900, intorno alla quale si potrebbe scrivere un libro.

O ancora, proprio di pochi giorni fa la notizia degli atleti Palestinesi, che hanno denunciato la loro drammatica situazione alla vigilia della cerimonia di apertura dei giochi. Pare infatti che siano stati bloccati in Israele e abbiano subito il sequestro della bandiera e di buona parte degli indumenti, con la conseguenza di doversi cucire da soli il drappo e avere una sola maglietta per potersi allenare.  L’Olimpiade è anche questo, un modo per ripercorrere la storia, la geografia e la politica, intesa nel senso più lato possibile, di paesi e relativi atleti.

8. Per provare ad emulare le gesta degli eroi olimpici rischiando la pellaccia

A volte succede che, vedendo poco alcune determinate discipline, ci dimentichiamo di quanto siano belle ed appassionanti. A noi succede con i tuffi,  poco importa che siano singoli o in coppia, da trampolino o da pedana alta millemila metri. Ogni volta è sempre la stessa storia, siamo lì incollati allo schermo a dare il nostro personalissimo ,e discutibilissimo, coefficiente al tuffo e relativo voto, in base agli schizzi sollevati al momento dell’ingresso in acqua (non ci spingiamo oltre, siete matti?).

Dopo di che partono gli inevitabili insulti ai giudici, corrotti ed in malafede che hanno un feticismo smodato per il Made in China. Ovviamente, una volta contratta la malattia, non ci accontentiamo della tv ma vogliamo sperimentare sulla nostra pelle, quindi che accade? I più assennati di noi si fiondano alla prima piscina sotto tiro che però, essendo sabato o domenica, risulta affollata come non mai con il rischio elevatissimo di tuffarsi sopra gente ignara.

Altri hanno la sfortuna, in questo caso,  di avere la scogliera vicino, con i rischi che non vi stiamo nemmeno a raccontare.

9. Perché cosa altro dovete vedere ad agosto in tv?

Ok, va bene, mettiamo pure che non siete appassionati di sport, di nessuno sport al mondo, che guardereste volentieri altro piuttosto che degli energumeni che roteano un martello in aria facendo urla belluine, e già qui partiamo molto male.

Ecco ci volete dire cosa diavolo volete vedere ad Agosto in televisione? Davvero preferite le repliche di programmi di cucina o documentari senza capo né coda? In questo caso, ragazzi miei, siete senza speranza e  ci dispiace per voi ma non possiamo, né vogliamo, aiutarvi.

In caso contrario, anche chi normalmente vede poco sport, di ritorno da una giornata di mare dopo pranzo prima della pennica o con il venticello prima di addormentarsi, troverà gradevole vedere qualche gara in tv. Se poi c’è il tiro al piattello pazienza, c’è sicuramente più di un motivo valido per appassionarsi anche a quella disciplina.

10. Sperare che si delinqua, ovviamente

Alla fin fine si ritorna sempre qui, al motivo principe di tutta questa infame esistenza. Anche nella disciplina che considerate più infima, sia ben chiaro per noi sono tutte meritevoli di massimo rispetto e ammirazione, c’è sempre un motivo valido per restare incollati al divano per vedere le Olpimpiadi. Quale? Sperare che si delinqua, ovviamente. In qualunque sport, anche quello che vi sembrerà meno agonistico di tutti, l’incomprensione e, di conseguenza, il rischio ceffoni è sempre in agguato.

Anzi, sono proprio quelle discipline che all’apparenza sembrano più tranquille a regalare le massime soddisfazioni, in quanto spesso si giocano su un sottilissimo equilibrio di nervi che può saltare per ogni minimo dettaglio, dettaglio che gli atleti, da delinquenti consumati quali spesso sono, conoscono benissimo.

E allora tenetevi forte perché anche questa Olimpiade sta per cominciare, noi non vediamo l’ora di perdere la nostra esistenza tra uno sparo al piccione  e un cazzottone finito male, tra una maratona finita a schiaffi ed un giavellotto tirato talmente male da far la barba a un giudice ignaro. Poi volete mettere se uno dei dieci atleti del Refugee Olympic Team dovesse andare a medaglia? Senza nazione, bandiera e inno, il loro potrebbe essere il silenzio più assordante di sempre.