Esistono tanti modi per vedersi sventolare in faccia dal direttore di gara il tanto agognato cartellino rosso, almeno per noi che in quel pezzo...

Esistono tanti modi per vedersi sventolare in faccia dal direttore di gara il tanto agognato cartellino rosso, almeno per noi che in quel pezzo di cartoncino vediamo un modo di vivere. Esistono tanti modi, ma dietro ognuno di questi modi c’è una particolare visione del mondo, una filosofia calcistica.

Andiamo dunque a scoprire, con la massima cautela, qualora non dovesse esserne a conoscenza (dubitiamo) i 10 modi in cui potete provare a farvi cacciare da un campo da calcio.

1. La doppia ammonizione

Sicuramente uno dei metodi meno delinquenziali per lasciare il campo, ma uno dei più diffusi. Prendere due cartellini gialli è semplice, certe volte, con qualche zelante direttore di gara, pure troppo. Ma anche in questo caso, il confine tra la casualità e la magia delinquenziale sta nel come si prendono quei due cartellini gialli.

Ci sono eroi che riescono a prenderli in 3 minuti, altri che riescono a farsi cacciare per essersi tolti la maglia da ammoniti. Insomma, anche prendere una doppia ammonizione, se fatto bene, può essere qualcosa di magico.

2. Le proteste

Alzi la mano chi, tra voi, riesce ad accettare in maniera pacata e serena le decisioni del direttore di gara. Farsi cacciare per proteste è una pratica oramai comunemente accettata in tutto il mondo del pallone, soprattutto se la partita si fa tesa e il sangue al cervello arriva con la stessa frequenza dei cross azzeccati da Isla.

Si può protestare per un rigore negato, o per un fallo fischiato che ritenevamo di non aver commesso. In ogni caso alzare la voce, e permettersi addirittura di mettere le mani addosso all’arbitro, è uno dei modi più semplici per farsi sbattere fuori dal campo.

3. L’interventaccio

Il tanto ambito rosso diretto. Un piede a martello, un’entrata a piedi uniti, una forbice da dietro, una sgomitata su una palla alta, un calcione ben assestato senza motivo apparente. Con la palla in gioco, le deilnquentate che possono garantire un cartellino rosso diretto sono numerosisissime e praticamente infinite.

In genere, dopo questo tipo di intervento non si cerca nemmeno di protestare. Il rosso diretto era praticamente l’unica cosa che chiedevamo e bramavamo.

4. La bestemmia

Rivolgersi al cielo con espressioni ingiuriose, per quanto liberatorio e catartico, non è cosa ben vista dalla Curia e dagli omini con giacchetta e fischietto. Ma a noi, incalliti smadonnatori, poco importa, perchè qualche motivo per tirare un paio di santi in campo lo troveremo sempre.

In genere, se riusciamo a tirarli a bassa voce, la facciamo franca. Se invece non riusciamo a trattenerci, e urliamo a gran voce, il meritatissimo cartellino rosso arriva senza pietà.

5. Il fallo di reazione

Una delle situazioni più ingarbugliate. Noi non avevamo intenzione di delinquere, volevamo stare lì, buoni, e finire, almeno stavolta, questa maledetta partita. Poi però arriva qualcuno a metterci un dito nel deretano, e le buone intenzioni vanno a farsi benedire.

Ci giriamo, e reagiamo d’istinto, rifilando al pusillanime la lezione che si merita. Cartellino rosso che accettiamo, ma, probabilmente, nel tunnel degli spogliatoi (se esiste) finirà anche peggio

6. La delinquentata creativa

Sono tutte quelle in cui il pallone non è contemplato come elemento dell’azione. Tipo una sputacchia in faccia, o una gomitata a palla lontana, un pugno nell’esofago in mischia. Insomma, una delinquentata che potremmo eseguire anche in coda alle poste o mentre stiamo tranquillamente passeggiando per strada. Il pallone, in questo caso, è un optional.

7. L’esultanza

Se sei delinquente fino al midollo, puoi farti cacciare anche per un’esultanza troppo smodata. Tipo correre verso le recinzioni insultando i tifosi avversari, togliendoti maglietta, pantaloncini, scarpini e mutande, sradicando la bandierina o tirando fuori qualche arma non convenzionale per sparare al cielo.

Insomma, in ogni caso farsi cacciare per un’esultanza potrebbe essere qualcosa per cui passare alla storia.

8. Il fallo da ultimo uomo

E poi c’è un cartellino rosso che è motivo di vanto e orgoglio. E’ il romanticissimo cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, quello che significa la volontà di sacrificarsi per la causa. L’avversario involato a rete e la tragedia che sembra inevitabile.

L’interventaccio per tranciarlo al suolo seguito dall’inevitabile espulsione. Poi magari prendiamo gol su rigore o punizione, e giochiamo tutto il resto della partita in 10. Ma intanto, per qualche minuto, sei stato un eroe.

9. La rissa

Durante la partita, si accendono sempre tanti focolai, che, di tanto in tanto, si sviluppano in veri e propri incendi. Prendersi un cartellino rosso in una rissa è abbastanza semplice, basta lasciarsi trasportare dal corso degli eventi per ritrovarsi coinvolti nelle gazzarre più spettacolari.

In ogni caso, sarete sicuramente in buona compagnia.

10. Nel tunnel degli spogliatoi o dalla panchina

E, ovviamente, ci si può far cacciare anche e soprattutto senza nemmeno averlo visto in campo, Qualche fuoriclasse riesce a farsi cacciare per ingiurie o proteste dalla panchina, senza contare tutti gli allenatori che per diverbi con arbitri e assistenti, vengono sacrificati ogni santa domenica.

Poi, in verità, si può ovviamente delinquere pure nel tunnel, o negli spogliatoi, a partita finita. Ma lì, più che un rosso, arriva una squalifica o direttamente una volante della Polizia.