Cristiano Ronaldo e Leo Messi hanno cannibalizzato il Pallone d’Oro negli ultimi anni. Ma, a breve, il loro monopolio potrebbe finire, e i due...

Cristiano Ronaldo e Leo Messi hanno cannibalizzato il Pallone d’Oro negli ultimi anni. Ma, a breve, il loro monopolio potrebbe finire, e i due fenomeni potrebbero lasciare spazio alle nuove generazioni. Il talento abbonda, ma idee chiare e certezze non ce ne sono.

Chi potrà vincere il Pallone d’Oro quando l’era Messi-Ronaldo giungerà al termine? Abbiamo provato a immaginare dieci giocatori che potranno contendersi lo scettro di giocatore più forte del mondo.

Paul Pogba

Il centrocampista francese della Juventus è da più parti indicato come un futuro Pallone d’Oro. E, a volerla dire tutta, numeri, età e quello che si è visto in campo finora sembrano confermare a grandi linee questa ipotesi.

Classe 1993, nato a Lagny-sur-Marne il 15 marzo, è sulla cresta dell’onda già da qualche anno, grazie alle sue prestazioni con la maglia della Juventus negli ultimi anni. E proprio con i bianconeri ha avuto l’opportunità di crescere insieme a dei maestri piuttosto importanti. Tipo Andrea Pirlo, per esempio. E, mentre cresceva e si prendeva sempre più responsabilità, Pogba non si è fatto mancare i trofei.

Tre scudetti, una Coppa Italia e due Supercoppe italiane con la Juventus, oltre al titolo mondiale Under 20 conquistato con la Francia nel 2013, imponendosi come una delle stelle della manifestazione. Probabilmente la Juventus non potrà trattenerlo ancora a lungo, viste le numerose offerte che continuano ad arrivare a Torino. Ma per un futuro Pallone d’Oro le big d’Europa possono anche essere disposte a fare follie.

Per vincere il trofeo dovrebbe dimostrarsi ancora più determinante e fare uno step mentale che pure sarebbe nelle sue corde. Diventare leader e trascinatore, oltre che elemento fondamentale di una squadra. L’Europeo di questa estate sarà il primo banco di prova per il nuovo Pogba.

Dele Alli

Il giovanissimo astro nascente del Tottenham è un autorevole candidato al Pallone d’Oro nei prossimi anni. Anzi, a dire la verità, lui potrebbe forse avere qualche speranza in più anche tra qualche anno in più, visto che è uno dei più giovani del lotto.

Il centrocampista degli Spurs ha infatti da pochissimo compiuto appena 20 anni (classe 1996) ed è alla sua prima stagione da protagonista nel calcio che conta. Non si direbbe, certo, vista la straripante personalità e la grande maturità mostrata in campo da Alli, che si è conquistato anche un posto nella nazionale inglese, con la cui maglia ha esordito a ottobre 2015.

Dele Alli ricorda un po’ il calciatore nel cui mito è cresciuto: Steven Gerrard. E proprio come Stevie G dimostra notevole capacità di correre in lungo e in largo per il campo. Un centrocampista moderno, duttile e versatile, tecnico ma dotato anche di grande corsa. Insomma, uno che ha le potenzialità per prendere la squadra in mano e trascinarla.

Unico dubbio: per il Pallone d’Oro spesso vengono preferiti attaccanti prolifici. Alli segna molto ma non è ancora la sua specialità. Ma tra cinque anni, chi lo sa…

Neymar

Si, dovreste averlo capito. Non siamo i più grandi fan sulla faccia della terra del funambolo brasiliano. Ma quello che sta facendo vedere in campo, nel tridente con Messi e Suarez, non può passare inosservato e la giovane età di Neymar lo rende un candidato quasi automatico alla successione a Messi e Ronaldo, quando arriverà il momento di prendere in mano lo scettro del numero uno del mondo.

L’attaccante brasiliano, classe 1992, preferisce partire da sinistra in un tridente anomalo come quello del Barcellona, ma ultimamente sembra aver affinato anche le sue doti da marcatore in zona gol. C’è da dire, a voler sminuire un po’ del talento del brasiliano, che giocare in una squadra di alieni come quella dei catalani esalta a dismisura i pregi di un giocatore e ne nasconde parecchio i difetti. Saremmo curiosi di vederlo in un contesto in cui debba essere più responsabilizzato e in cui le difese avversarie possano concentrarsi esclusivamente su di lui.

Di certo i suoi atteggiamenti in campo non aiutano a renderlo simpatico a noi, ma non solo. Le voci di campo dicono che agli avversari non è esattamente graditissimo, e i calcioni che di tanto in tanto riceve lo stanno a dimostrare. Per arrivare ai livelli di un futuro Pallone d’Oro Neymar dovrebbe pensare meno all’apparenza e più alla sostanza.

Romelu Lukaku

Una scelta forse un po’ a sorpresa, ma il centravanti dell’Everton quest’anno ha fatto vedere delle cose che, tra qualche anno, potrebbero bastare a innalzarlo sul trono dei migliori d’Europa. Romelu Menama Lukaku Bolingoli, nome per esteso del belga classe 1993, quest’anno si è fatto valere grazie ai 18 gol realizzati in 31 partite giocate in Premier League con la maglia dei Toffees.

Rispetto ad altri giocatori che pure si sono messi in evidenza in Premier quest’anno (stiamo pensando, ad esempio, ad Harry Kane, anche lui classe 1993) il centravanti belga sembra avere qualche margine di crescita in più. Insomma, quello che abbiamo visto in questa che è stata la prima vera stagione a livelli top di Lukaku potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.

Sotto, dovesse crescere ancora di più nei prossimi anni, potrebbe nascondersi un giocatore capace di non essere solo un finalizzatore. I mezzi fisici di Lukaku sono assolutamente imponenti, e, riuscisse a crescere anche dal punto di vista della collaborazione con la squadra, per lui le prospettive potrebbero essere rosee.

E’ una scommessa, ma se dovesse andare in porto, potrebbe valere la pena di correre il rischio.

David Alaba

L’austriaco del Bayern Monaco è un candidato alternativo, più che altro in chiave simbolica, dell’evoluzione del calcio. Alaba è infatti uno dei simboli più potenti del trasformismo tattico di quello che sarà il suo allenatore ancora per pochi mesi, Pep Guardiola.

Alaba, classe 1992, si è già imposto come uno dei difensori più moderni del panorama calcistico, e con il Bayern ha dimostrato già di poter ricoprire, con successo, più di qualche ruolo, anche a centrocampo, e, con la maglia della nazionale austriaca, ha dimostrato di poter giocare anche qualche metro più avanti. Proprio con la maglia dell’Austria avrà la possibilità di mettersi in mostra ad Euro 2016 e potrà far vedere al mondo che non è solo il Bayern Monaco ad esaltarne le caratteristiche, ma che lui è in grado comunque di fare la differenza.

Vedremo come si comporterà con il passare degli anni. Lui, di sicuro, deve fare ancora parecchi passi in avanti prima di diventare un candidato autorevole. Ma non sappiamo cosa riserverà il futuro ad Alaba nei prossimi anni.

Marco Verratti

Un pizzico di orgoglio italiano: ci permettiamo di inserire in questa lista dei futuri Palloni d’Oro Marco Verratti, sperando che riesca a percorrere le ombre del suo maestro Andrea Pirlo. E chissà, sperando che riesca a fare anche un passo in più, portandosi a casa un riconoscimento personale di grande valore.

Verratti, negli ultimi due anni, ha fatto vedere enormi progressi dal punto di vista tecnico, confermandosi uno dei centrali di più alto spessore nel panorama europeo, ma ha saputo mettersi in mostra anche come leader emotivo, a dispetto della statura e della faccia da ragazzino timido. La crescita di Marco passa però anche attraverso quella del Paris Saint Germain. Un altro anno in cui la corsa dei parigini si ferma prima del momento in cui si decidono le cose, prima delle semifinali, significa che Marco dovrà aspettare ancora un po’ per confrontarsi con la vera aristocrazia calcistica.

I mezzi tecnici non gli mancano, quelli per imporsi al top europeo del ruolo nemmeno. L’età (24 anni da compiere a novembre) è dalla sua. Alla soglia dei 30 anni, con la maturità necessaria per il suo ruolo, vedremo se Verratti si sarà imposto come uno dei centrocampisti più forti del mondo. Noi, da italiani, ci speriamo, e non poco.

Pierre-Emerick Aubameyang

Questo è stato decisamente l’anno di Pierre-Emerick Aubameyang, che con la maglia del Borussia Dortmund si è consacrato come uno dei cannonieri più letali della stagione. La punta del Gabon, infatti, in questa stagione in Bundesliga ha messo a segno 23 reti in 27 partite. Europa League? Quasi meglio, con 10 gol in 13 partite, qualificazione inclusa.

Aubameyang non è più giovanissimo, ma la sua esplosione, a 26 anni, gli lascia ancora qualche anno di eccellenza. Si è già aggiudicato un Pallone d’Oro africano (e Yaya Tourè si è arrabbiato parecchio, offendendosi quasi a morte) e chissà, magari, nei prossimi 5 anni potrebbe aggiudicarsi a suon di reti anche quello globale, quando magari Messi e Ronaldo avranno alzato bandiera bianca e si saranno ritirati o saranno troppo vecchi per poter essere totalmente competitivi.

Sicuramente, Pallone d’Oro o no, Aubameyang sarà un bel rimpianto per il Milan che lo aveva tra le mani e se l’è lasciato scappare. Certo, chi se lo sarebbe mai immaginato che sarebbe diventato questo?

Paulo Dybala

Un altro protagonista del calcio italiano che potremmo presto rivedere sui grandi palcoscenici europei. Questo con la Juventus è stato il suo primo anno a grandi livelli, in cui ha mostrato la capacità di prendere per mano anche una squadra che di campioni ne ha a bizzeffe. Insomma, i tifosi bianconeri che pensavano di rimpiangere a lungo Carlos Tevez hanno dovuto aspettare meno di un anno per poterlo rimpiazzare con un altro argentino. Che si è già preso di prepotenza il loro cuore.

Paulo Dybala ha tutto per diventare un giocatore importante a livello internazionale. Un piede che canta e recita poesie, dribbling letale, fiuto del gol, spirito di sacrificio e capacità di prendersi la scena nei momenti importanti. Quest’anno, un po’ anche per colpa della sfortuna, non è riuscito a trascinare la Juventus anche in Champions League. Dall’anno prossimo sarà chiamato a fare il definitivo salto di qualità e, se vuole diventare un potenziale Pallone d’Oro, dovrà dimostrare di essere decisivo e dominante anche in Europa.

Il piccolo Paulo, in mezzo ai grandi, dovrà fare a sportellate per imporsi, ma siamo sicuri che avrà carattere e personalità dalla sua. Che, spesso, sono le cose che fanno la differenza, più delle caratteristiche tecniche.

Douglas Costa

Un altro dei talenti del Bayern, che forse, rispetto agli altri (abbiamo tenuto fuori anche Kingsley Coman, che potrebbe rientrare agevolmente in questa lista tra qualche anno) avrà meno anni a sua disposizione. Non è un vecchietto, certo, dovendo compiere 26 anni solamente a settembre, ma il brasiliano classe 1990 dei bavaresi non è giovane come tanti altri candidati che abbiamo deciso di inserire in questa lista.

Però, dall’altra parte, Douglas Costa è uno di quelli che già ha dimostrato di più, fino ad ora. Era nato come centravanti, ruolo con cui si era imposto nello Shakhtar Donetsk, ma poi, insieme a Pep Guardiola, piano piano si è spostato sulla fascia, diventando un giocatore micidiale grazie alle sue accelerazioni e alla sua capacità di vedere comunque la porta anche partendo da posizioni più defilate.

Nell’estate del 2015 il Bayern lo ha portato in Germania con un investimento cospicuo (30 milioni di euro), investimento che in questi mesi è sembrato ampiamente ripagato. Vedremo se con Carlo Ancelotti saprà crescere ulteriormente. E’ una scommessa, ma entro 5 anni, con Messi e Ronaldo in declino, Douglas Costa potrebbe ambire al titolo di numero uno del mondo. Chissà.

Gianluigi Donnarumma

Lasciateci sognare. L’ultima scelta ce la teniamo per un piccolo sogno romantico. Se Gianluigi Buffon non è mai riuscito a portarsi a casa il Pallone d’Oro, nonostante prestazioni all’altezza del titolo, non è detto che noi italiani dobbiamo portarci dietro questo rimpianto per il resto del tempo.

Gigio Donnarumma si è affacciato al calcio dei grandi solo da qualche mese, eppure, a vederlo giocare, sembra che sia lì da una vita, in mezzo a quei pali. Non ci fosse la carta d’identità a dire che è ancora minorenne, noi lo scambieremmo con un navigato numero uno che ha già alle spalle migliaia di battaglie. Tecnicamente è un portiere modernissimo, agile, veloce e istintivo nonostante il fisico imponente.

Caratterialmente, difficile dimostrare altro: esordire a San Siro a 16 anni dovrebbe dirla tutta. Con l’infortunio di Mattia Perin potrebbe addirittura partecipare da terzo portiere agli Europei, un’esperienza che lo farebbe maturare ulteriormente insieme a un maestro come Buffon. E allora, fateci sognare, tra qualche anno, un Donnarumma più maturo e sicuro potrebbe anche diventare il portiere più forte del mondo, e mettere le mani su un prestigioso trofeo individuale. Esageriamo?