10 cose da fare per sopperire alla mancanza di calcio giocato 10 cose da fare per sopperire alla mancanza di calcio giocato
Ebbene si, uno dei momenti più temuti dell’anno è arrivato, purtroppo. L’inizio di luglio, negli anni dispari, quelli senza Mondiali o Europei, è uno... 10 cose da fare per sopperire alla mancanza di calcio giocato

Ebbene si, uno dei momenti più temuti dell’anno è arrivato, purtroppo. L’inizio di luglio, negli anni dispari, quelli senza Mondiali o Europei, è uno dei periodi più tremendi che un appassionato di calcio possa affrontare. Con la Copa America che andrà in archivio stanotte, che ci ha regalato serate e nottate all’insegna della delinquenza e della criminalità, il calcio giocato, per i prossimi mesi, sarà solamente un lontano ricordo, in attesa che ricominci la nuova stagione, a fine agosto.

E per noi appassionati di calcio, sopperire alla mancanza di calcio giocato è un gran bel problema, un problema al quale trovare soluzioni è sempre più difficile. Ma per fortuna qualcosa possiamo farla. Abbiamo cercato di sbattere la testa nel muro e, spremendoci le meningi, mettere insieme 10 cose che possiamo fare per sopperire alla mancanza di calcio giocato.

1. Seguire il calcio estivo

Non è facile, ma è una delle poche strade da percorrere per affrontare l’estate senza impazzire. Immergersi nel tourbillon del calciomercato, delle trattative, dei ritiri, delle amichevoli estive e dei mini triangolari con partite da 45′. Tornare a casa, posizionare la tv a rotazione sui vari programmi di approfondimento sul calciomercato, e godersi l’intervista all’amico del fratello del cugino del procuratore di Biraghi. Recarsi in edicola e comprare tutti i quotidiani sportivi per leggere tutte le novità sull’interessamento del Real Madrid a Baselli. L’arrivo delle prime amichevoli è accolto come una manna dal cielo: poter leggere la cronaca del 25-0 alla rappresentativa Alto Adige, o addirittura godersi in tv le prime uscite della tua squadra è una sensazione di sicurezza paragonabile a poche cose nella vita. Solo che ti lascia con l’amaro in bocca, con la sensazione che quello a cui stai assistendo non è la vera vita, è solo un rimpiazzo di plastica. Tipo fare all’amore con una bambola gonfiabile.

2. Buttarsi sull’amarcord

Durante l’estate si può aprire l’armadio dei ricordi e immergersi nel passato. Facendo zapping, becchiamo le repliche dei Mondiali del 2006 su Sky, oppure la riproposizione di quel Sassuolo-Atalanta di inizio febbraio. Riproposizione che decidiamo di guardare per studiare al meglio le diagonali difensive di Zappacosta, per poter poi spiegare agli amici, davanti ad una birra, che finchè Florentino Perez non decide di buttare tutti i suoi soldi sul fenomeno di Sora, le Merengues sono condannate ad un presente di mestizia e insuccessi. Oppure, ci tocca rispolverare il videoregistratore e mettere su tutte le VHS della Coppa delle Coppe 1995-96 che gelosamente custodivamo proprio per momenti di disperazione come questo.

3. Studiare per l’asta del Fantacalcio

Il vero malato non si ferma mai. Per lui luglio e agosto sono dedicati allo studio matto e maniacale dei nuovi arrivi, delle statistiche, delle quotazioni e delle strategie da adottare durante l’asta prossima ventura. Non è raro, per questi soggetti, trascorrere intere nottate su Youtube, a caccia degli highlights degli ultimi acquisti dell’Udinese, per accaparrarsi il nuovo Alexis Sanchez a uno, o per strapagare qualche fenomeno da baraccone che però, su Youtube, sembrava veramente forte. Agosto arriva presto, farsi trovare pronti per l’asta del Fantacalcio è un dovere morale.

4. Dedicarsi al calcio giocato

L’estate, per tanti, è l’occasione per dedicarsi alla delinquenza in prima persona. Durante l’anno non riusciamo magari a giocare quanto vogliamo, e allora, con il proliferare dei tornei estivi amatoriali, in tanti cerchiamo di sopperire alla mancanza di calcio allo stadio e in tv allacciandoci gli scarpini putridi da 20 euro e andando a fare questioni con persone nervose almeno quanto noi. La percentuale di tornei amatoriali estivi finiti in rissa è altissima. E non ce la sentiamo di biasimare nessuno.

5. Appassionarsi ai campionati stranieri già cominciati

Tippeligaen, Allsvenskan, Ykkonen, Airtricity League, aggiungeteci il Sudamerica che non si ferma mai e i preliminari di Champions League e Europa League che ogni anno cominciano sempre più presto. I veri malati, quelli che sono disposti a vedere in streaming un Aatvidaberg- Halmstads scommettendoci su qualche manciata di euro, non conoscono soste, e, in effetti, a ben pensarci, non dovrebbero nemmeno porsi la domanda su come sopperire alla mancanza di calcio giocato.

6. Seguire altri sport

E’ pur sempre sport. In genere l’ideale è quando coincidono Europei e Olimpiadi, quando il tifoso calcistico può riciclarsi in tifoso olimpico e seguire discipline a lui sconosciute come il tiro al piattello, il nuoto sincronizzato o il dressage dell’equitazione. In genere dopo un’iniziale fase di esaltazione, segue lo sconforto nello scoprire che con i fucili del tiro al piattello non ci si può sparare addosso e che in alcuni sport l’esito è affidato solamente ai voti e alle decisioni dei giudici. E non ci si può abboffare di mazzate con gli avversari. Per cui, se proprio dobbiamo cambiare sport, decidiamo di virare sul beach soccer dove c’è quel gran bell’uomo di Aimo Diana a dettar legge.

7. Mettersi in forma

Una stagione intera passata sul divano ha presentato, immancabilmente, il conto a fine giugno. Supereresti con più agilità Sebastian Vettel in rettilineo a bordo della tua Tipo piuttosto che la prova costume. Ti guardi allo specchio e decidi che è il momento di mettersi in forma. Dopo due giorni di corsa (massimo 4 minuti) sotto i quaranta gradi del sole di luglio, capisci immediatamente che è meglio affidarsi alla clemenza del Generale Inverno e sperare che arrivi presto il freddo che costringerà a coprire la pancia e a sprofondare sul divano a seguire, con la tua birra ghiacciata in mano, il più becero dei Latina-Ternana.

8. Dedicarsi ai videogames

C’è un mondo, meraviglioso, in cui il calcio non si ferma mai. E’ quello dei videogames: Fifa, Pes, Football Manager, Pc Calcio, Sensible Soccer, non importa. Un videogame di calcio d’estate si può consumare, a furia di essere spremuto. E allora via con le partite più putride del mondo con il campionato arabo su Fifa, oppure con lunghe stagioni di programmazione su Football Manager, dove cercheremo di scovare in anteprima i talenti del futuro. I più nostalgici tirano fuori Pc Calcio 5 o Scudetto 2000/01 e danno il via a straordinarie stagioni con il Foggia, il Castel di Sangro, la Fidelis Andria o il Brescello. Finisce di solito nelle lacrime.

9. Godersi la vita

Ipotesi che qualsiasi vero appassionato di calcio scarterà a priori. Uscire di casa, vedere il mondo, andare in vacanza in posti esotici in cui non c’è connessione e non possiamo controllare compulsivamente nè gli ultimi aggiornamenti di calciomercato nè i risultati della serie c lituana. Guardati con sospetto dal resto del mondo, proveremo a fingere di essere persone normali e ignorare la voce che, dal profondo del cuore, ci sta chiedendo di andare a vedere se Radja Nainggolan ha fatto rissa con qualcuno su Twitter. Di solito, provare a godersi la vita in attesa che ricominci la stagione calcistica non funziona mai.

10. Abbandonarsi allo sconforto

Alla fine è l’unica strada plausibilmente percorribile. Attendere, con impazienza e fastidio, l’arrivo di agosto, il primo turno del nuovo campionato, le prime bestemmie per la papera del nostro portiere o per la tripletta di Zukanovic contro al Fantacalcio, oppure per l’under 2.5 di Perugia-Spezia saltato al 97′. Perchè noi che siamo malati di calcio già non vediamo l’ora che arrivi la nuova stagione. E non esistono alternative plausibili che possano sopperire alla mancanza di calcio giocato.

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