Tra qualche giorno sarà tempo di assegnare il Pallone d’Oro: e tutto lascia intendere che quest’anno sarà Cristiano Ronaldo a portarsi a casa, meritatamente,...

Tra qualche giorno sarà tempo di assegnare il Pallone d’Oro: e tutto lascia intendere che quest’anno sarà Cristiano Ronaldo a portarsi a casa, meritatamente, il trofeo.. 

In attesa dell’ufficialità, abbiamo però voluto fare un passo indietro, ai tempi in cui il premio non era una corsa a due (visti i recenti successi di Messi), e anzi, era forse più equilibrato che mai. Abbiamo ripercorso il passato e siamo andati a caccia dei giocatori più forti a non aver mai vinto un Pallone d’Oro. Questi sono i 10 nomi che abbiamo scelto, i 10 calciatori che, forse, un Pallone d’Oro lo avrebbero meritato per davvero.

Altro discorso è quello relativo ai criteri di assegnazione: fino al 1995, il Pallone d’Oro non poteva essere assegnato ai calciatori non europei. Altrimenti, tanto per fare un nome, Diego Armando Maradona qualche trofeo se lo sarebbe portato a casa…

Zlatan Ibrahimovic

Lo svedese, oltre che il padrone del nostro cuore, è anche uno di quelli che un Pallone d’Oro se lo sarebbe tranquillamente potuto portare a casa, se non avesse avuto la sfortuna di vivere nel periodo d’oro dei due tiranni Leo Messi e Cristiano Ronaldo. E siamo sicuri che, conoscendo Ibra, la cosa gli possa dare almeno un pochino di fastidio.

Ovunque sia andato (o quasi, tranne l’infelice esperienza al Barcellona…) Zlatan Ibrahimovic si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha trascinata a successi e vittorie. Gli manca però la coppa dalle grandi orecchie, che gli è sempre sfuggita. Nel basket esiste il concetto di “most valuable player”, giocatore che aggiunge da solo più valore ad una squadra: ecco, Zlatan Ibrahimovic corrisponde esattamente a questo identikit. Ma non è mai bastato a vincere un Pallone d’Oro.

Andres Iniesta

Nessuno come l’Illusionista può spiegare meglio al mondo cosa significhi giocare nella squadra di Leo Messi e vedersi soffiare sotto il naso il Pallone d’Oro. Nel 2010, anno in cui decise la finale mondiale con un gol nei supplementari contro l’Olanda, si classificò secondo. Alle spalle di chi? Potete facilmente indovinarlo, indossa una maglia blaugrana con il numero 10 sulle spalle.

Forse don Andres non colpisce l’occhio degli appassionati meno attenti, ma è un calciatore straordinario, capace di invenzioni e magie che in pochi, forse nessuno al mondo, saprebbero replicare. Altra menzione d’onore per quello che è stato il suo compagno di centrocampo per tanti anni: un Pallone d’Oro in coabitazione Iniesta-Xavi sarebbe stata un’idea molto romantica.

Raúl González Blanco

Anno del Signore 2001. La giuria del Pallone d’Oro si riunisce e assegna il trofeo a Michael Owen. Il secondo classificato? La leggenda dei Blancos, Raúl González Blanco. Ecco, quell’anno è stato il momento in cui l’attaccante del Real Madrid è andato più vicino a vincere un trofeo che, per quanto fatto in carriera in termini di gol e vittorie, avrebbe sicuramente meritato di mettere in bacheca.

Con la Nazionale spagnola, però, Raúl è stato molto sfortunato. La sua Spagna non era ancora la squadra che poi avrebbe vinto tutto, in Europa e nel Mondo. Anzi, al contrario, lui era diventato il simbolo di una generazione che sembrava impossibilitata ad esprimersi a grandi livelli con la maglia delle Furie Rosse. Un gran peccato per un attaccante completo e determinante come Raúl González Blanco.

Alessandro Del Piero

Nel 1996 il Pallone d’Oro se lo mise in tasca Matthias Sammer, libero del Borussia Dortmund. Era cosa veramente molto rara vedere assegnato quel tipo di premio ad un difensore, probabilmente anche e soprattutto grazie alla vittoria della nazionale tedesca nel campionato europeo di quell’anno. Ma, in quel 1996, c’era un ragazzo italiano che stava facendo prodezze e che stava prendendosi il palcoscenico: Alessandro Del Piero.

Anche più in là, con il tempo, Pinturicchio ha mantenuto standard di rendimento che potevano collocarlo tra i più forti d’Europa. Ma quel premio proprio non è arrivato: forse il Pallone d’Oro resta uno dei rimpianti più grandi della carriera di Alex.

Thierry Henry

Negli anni migliori della sua carriera, ovviamente quelli trascorsi nel defunto Highbury, Thierry Henry era semplicemente unstoppable. L’attaccante francese diventò il simbolo dei Gunners, trascinati in Inghilterra e in Europa a suon di magia. Di Henry si sono innamorati grandi e piccini, e la sua fedeltà alla maglia e ai colori biancorossi sono diventate leggendarie.

Titì quel Pallone d’Oro avrebbe potuto vincerlo nel 2003, anno in cui mise a segno 32 reti. Quella stagione, però, il premio se lo portò a casa, un po’ a sorpresa, un giocatore che militava in Italia, nella Juventus: Pavel Nedved. Una delusione che ad Henry non è mai andata giù.

Ferenc Puskás

Ora un tuffo nel passato, per noi, e immaginiamo per molti di voi, davvero remoto. Un attaccante  in grado di vincere da protagonista con il club 5 campionati ungheresi, 5 campionati spagnoli, 3 coppe dei campioni, una coppa intercontinentale e una coppa di Spagna, ai quali si devono aggiungere un oro olimpico ed una coppa Internazionale con la casacca della nazionale.

Stiamo ovviamente parlando di Ferenc Puskas, attaccante ungherese che ha iniziato in patria tra le fila dell’Honved per poi trasferirsi in Europa, più precisamente al Real Madrid, realizzando con i blancos 156 reti in 180 partite disputate. Va detto che il pallone d’oro fu istituito solamente nel 1956, precludendogli di fatto la possibilità di vincerlo durante i primi anni di carriera, e l’anno in cui Puskas andò più vicino al premio fu il 1960, dove arrivò secondo classificato alle spalle di Luis Suarez.

Gianluigi Buffon

Il portiere più forte, completo e continuo degli ultimi 20 anni? Noi dubbi non ne abbiamo, il nostro nome è quello di Gigi Buffon. Al quale non sono mancati i successi di squadra: nè con la Juventus (anche al netto di quelli cancellati dalle sentenze di Calciopoli) nè con la Nazionale. SuperGigi è stato infatti uno degli artefici principali del successo azzurro ai mondiali di Germania 2006; senza le sue parate difficilmente saremmo riusciti ad alzare al cielo la Coppa del Mondo a Berlino.

Eppure, Gigi non è stato mai preso in considerazione per questo tipo di trofei. Sarà anche per il fatto che si preferisce, per questi premi, dare precedenza agli attaccanti e ai giocatori di movimento. Raramente hanno vinto i difensori, figuratevi un portiere. Buffon avrebbe comunque avuto tutte le carte in tavola, anche e soprattutto per la longevità della sua carriera.

Franco Baresi

Il Milan di Arrigo Sacchi, tra fine anni ’80 e inizio anni ’90, ha dominato l’Europa. E, di conseguenza, anche i suoi giocatori facevano incetta di premi individuali (Marco Van Basten, per esempio, di Palloni d’Oro se ne portò a casa ben 3).

Ma quella squadra era fondata anche (e soprattutto) sulla difesa, una difesa guidata da un libero clamoroso, un calciatore capace di reinterpretare quel ruolo in modo romantico e ineguagliabile: il numero 6, Franco Baresi. Il leader della retroguardia, ma anche il santone carismatico della squadra, uno per cui tutti gli altri rossoneri si sarebbero forse buttati nel fuoco.

Chissà, se i calci di rigore della famosa finale tra Italia e Brasile a Usa ’94 fossero andati diversamente (Baresi, il suo rigore, lo tirò alle stelle) forse quel premio, quell’anno, Franco avrebbe potuto vincerlo. D’altronde giocò quella finale 25 giorni dopo un’operazione al menisco…

Paolo Maldini

Perdonateci, un altro po’ di orgoglio italiano ci sta. Se proprio non ci permettete la candidatura di Franco Baresi, avanziamo di prepotenza quella di un’altra bandiera milanista, Paolino Maldini. Anche lui, come l’altro capitano rossonero, ha vinto tantissimo con il suo club, anche lui con la Nazionale è stato sfortunato e non ha raccolto quanto avrebbe effettivamente potuto.

Sempre presente in battaglia, quasi mai una sbavatura, una leadership naturale. Paolo Maldini era il capitano che tutti avrebbero voluto. Per molti, nel suo periodo di massimo splendore, è stato il miglior difensore al mondo. O, se non proprio il migliore, perlomeno il più completo. Un Pallone d’Oro sarebbe stato uno splendido coronamento per la sua leggendaria carriera.

Ryan Giggs

La leggenda gallese del Manchester United, nella sua lunghissima (praticamente infinita) carriera con la maglia rossa dei Red Devils ha vinto praticamente tutto quello che c’era da vincere. Tutto, tranne i premi individuali, per i quali il numero 11 non è quasi mai stato in lizza.

Il suo è un nome molto romantico, che ci sarebbe piaciuto vedere su quel palco. Ma in verità non c’è mai stato un anno nel quale Giggs sia stato particolarmente vicino all’assegnazione del trofeo, come capitato ad altri calciatori presenti in questa lista e che invece la vittoria l’hanno davvero sfiorata. Peccato, anche Ryan Giggs avrebbe meritato qualcosina in più.