10 allenatori che avremmo voluto sulla panchina della Nazionale 10 allenatori che avremmo voluto sulla panchina della Nazionale
Giusto ieri Antonio Conte ha ufficializzato il suo addio, dopo gli Europei di quest’estate, alla nazionale italiana. Un’avventura che non è stata proprio idilliaca,... 10 allenatori che avremmo voluto sulla panchina della Nazionale

Giusto ieri Antonio Conte ha ufficializzato il suo addio, dopo gli Europei di quest’estate, alla nazionale italiana.

Un’avventura che non è stata proprio idilliaca, tra tensioni e malumori che si sono verificati quasi da subito.

Ma per noi, adesso, è già tempo di guardare avanti.

Comunque andrà quest’estate in Francia, abbiamo dieci nomi caldissimi che ci piacerebbe vedere sulla panchina azzurra da settembre.

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Eziolino Capuano

Il vero Special One è lui, Eziolino. Un allenatore che meriterebbe assolutamente palcoscenici più importanti e che vedremmo di un gran bene sulla panchina della nostra nazionale. Un eroe che risolleverebbe in poche settimane il morale dei nostri azzurri e che rivitalizzerebbe il movimento con le sue idee innovative, a metà tra Mourinho e Van Gaal, ma con più cazzimma.




Eziolino sarebbe il candidato ideale per il dopo-Conte, per mantenere la continuità del progetto. Difficile trovare un altro uomo forte come il nostro Special One salernitano. Inoltre, il mondo ha bisogno di conoscere le idee e il pensiero di Eziolino. Con una panchina così prestiogiosa, il pensiero del Vate sarebbe al sicuro e verrebbe divulgato in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Il nostro sogno, onestamente.

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Nedo Sonetti

Il traghettatore per eccellenza, l’uomo chiamato a risolvere milioni e milioni di situazioni scomode, panchine che scottavano e sulle quali nessun uomo di buon senso si sarebbe voluto sedere. Invece il buon Nedo coraggio ne ha sempre avuto, e non si è mai tirato indietro di fronte alle difficoltà. Ed è per questo motivo, anche se oggi è alla soglia dei 75 anni, che sponsorizziamo la sua eventuale candidatura sulla panchina della nazionale italiana di calcio.

L’uomo di Piombino è perfetto per un momento di difficoltà, il braccio armato della legge che ristabilirebbe l’ordine. Certo, la sua ultima panchina l’ha avuta nel 2010 a Vicenza e viene dalla sfortunata esperienza da direttore tecnico a Pavia, ma noi Nedo Sonetti a sollevare la Coppa del Mondo di Russia 2018 ce lo vediamo davvero benissimo.

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Tony Pulis

Per dare un respiro internazionale e nuovo lustro alla panchina dell’Italia, niente di meglio del “Never Relegated Manager”, il leggendario Tony Pulis artefice del meraviglioso e putridissimo Stoke City di qualche anno fa e che oggi sta portando alla salvezza il West Bromwich Albion in Premier League. Con Tony Pulis sulla panchina della Nazionale ogni partita sarebbe un colpo al cuore, almeno per noi.

Non importa se di fronte avremo il Brasile, la Spagna, Malta o il Turkmenistan: noi ci metteremo in 11 dietro la linea della palla, con 5 difensori schierati a difesa della nostra porta e gli attaccanti relegati al solo compito di fare pressing e delinquere (ecco, Marione Balotelli potrebbe non prenderla benissimo) nella speranza di insaccare, preferibilmente verso la fine del match, quando le cose si fanno ancora più complicate, un pallone in rete da calcio d’angolo o, come ai tempi belli, da rimessa laterale battuta di prepotenza in mezzo all’aria. La critica forse non sarebbe soddisfattissima, noi invece andremmo in Paradiso.

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Giovanni Trapattoni

Il Trap merita una seconda occasione sulla panchina della Nazionale, non vogliamo sentire ragioni. Lo spessore internazionale del personaggio è indiscutibile, e inoltre il suo carisma raddrizzerebbe a suon di urlacci anche quei giocatori che si stanno perdendo per strada. Il Trap, in qualche modo, riuscirebbe a cavare il sangue dalle rape, anche da una nazionale che forse (anzi, sicuramente) non avrà il tasso tecnico di quelle guidate in passato da Trapattoni.




Per cui saliremmo tutti molto volentieri sulle barricate del Trap, che sicuramente si affiderebbe a un manipolo di uomini esperti e navigati. Per far crescere i giovani ci sarà sempre tempo, vivaiddio. Unica controindicazione: non potremmo più ascoltare le sue perle in telecronaca. A questa cosa però si può facilmente ovviare dotando il Trap di un microfono per ogni partita, ipotesi che ci farebbe volare ancora di più verso l’iperspazio.

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Fabio Capello

Un altro dei big che vorremmo vedere di gran carriera sulla panchina azzurra è Don Fabio Capello, che oggi abbiamo la fortuna di ammirare (anzi, di ascoltare) al commento tecnico su Fox Sports. E proprio nelle vesti di commentatore, abbiamo potuto capire che Capello è ancora un paio di piste davanti a tutti, anche se, da quello che ci pare di capire, ha in odio buona metà dei calciatori attuali del panorama calcistico europeo, da lui considerati abbastanza indecenti (e in certi casi viene davvero difficile dargli torto, eh).

Fabione darebbe lustro alla nostra nazionale e saprebbe sicuramente come stimolare i nostri eroi. Unica cosa, come detto, visto che il tasso tecnico non è proprio da squadra di Capello, c’è il rischio che possa finire in tragedia, con la depressione a farla da padrona. Dopo l’avventura da tragedia con la Russia, però, siamo sicuri che il tecnico friulano magari potrebbe anche chiudere un occhio su qualche impresentabile.

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Alberto Malesani

Sta aspettando una panchina da tanto tempo. Troppo tempo. Alberto Malesani è ormai pronto per tornare in pista e, almeno secondo noi, è pronto per farlo dalla porta principale, quella della Nazionale italiana di calcio. Se il destino ha voluto così, se nessuno ha avuto il coraggio di fare la grande chiamata per lui, evidentemente c’era qualcosa di più grosso nell’aria. E quel qualcosa potrebbe essere senza ombra di dubbio la Nazionale.

Il 61enne allenatore veronese sarebbe l’uomo ideale per tanti motivi: carisma, capacità comunicative, calcio frizzante e faccia tosta. Le conferenze stampa, poi, soprattutto quelle all’estero, diventerebbero un appuntamento imperdibile per tutto il pianeta. Si, Malesani sulla panchina dell’Italia ci farebbe fare il salto di qualità e ci proietterebbe su un livello decisamente elevato.

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Beppe Iachini

Il cappellino in Nazionale sarebbe un sogno che si avvera. E, soprattutto, finalmente il povero Beppone Iachini potrebbe uscire dall’orbita di Zamparini, stracciare quel contratto e mettere le ali verso l’avventura più importante della sua carriera. Senza la paura e il timore di essere esonerato ogni quarto d’ora, in base ai risultati della partitella di allenamento, Iachini sarebbe libero di lavorare e portare le sue idee di calcio sulla panchina più importante del Paese.

Probabilmente ci arroccheremmo in 10 nella nostra metà campo anche con lui, ma con Beppe sarebbe tutto infinitamente più romantico. Pensate che belle le sfuriate e le smadonnate sulla fascia laterale con lui, pensate che magia andare ai Mondiali e piazzare il cappellino azzurro sulla Coppa del Mondo. Si, immaginatelo, sarebbe tutto meraviglioso. Un sogno fantastico.

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Serse Cosmi

Un altro nome tutto grinta, determinazione e cattiveria. Un altro nome di quelli che ci farebbe sussultare il cuore. Scegliere Serse Cosmi per guidare la Nazionale italiana sarebbe una scelta di cuore, ma anche una scelta di carattere. Significherebbe dare un messaggio preciso alla squadra e a tutto il movimento. Vale a dire che c’è bisogno di darsi una mossa e che non si scherza più, nemmeno per sbaglio.

Il Trapani sarà ben lieto di lasciar andare il buon Serse, che, ne siamo sicuri, ribalterebbe in pochissimo tempo la mentalità della squadra, e, se ci riuscisse, potrebbe anche portare Fabio Liverani, ancora in discreta forma, a fare il vice Pirlo. Anche in questo caso urlacci e ingiurie sulla linea laterale dell’area tecnica sarebbero garantiti. Forse avete ragione voi, non è che ci piacciono certi allenatori, ci basta vedere qualcuno sbraitare per innamorarci.

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Gigi Cagni

Ve lo ricordate il Piacenza degli italiani, quella squadra meravigliosa che, nel cuore degli anni ’90, restò in serie A (facendo anche bellissima figura) senza mai comprare e schierare un solo straniero in campo? Bene, il cuore di quella squadra, la mente e l’anima era un allenatore bresciano classe 1950, Luigi (detto Gigi) Cagni.




Che, quindi, di conseguenza, sarebbe simbolicamente perfetto per guidare la nazionale italiana del 2016, per riscoprire uno spirito patriottico che sembra sopito. Gigi Cagni sarebbe una scelta ideologica per dare un moto di orgoglio a tutto il movimento. Certo, poi però glielo spiegate voi che deve schierare in campo Eder e Franco Vazquez? Questo potrebbe essere l’unico ostacolo alla candidatura di Cagni, che ha avuto la sua ultima panchina nel 2013 allo Spezia. Scelta di cuore, che farebbe il giro di tutta Europa e forse del mondo. Ohibò, pensiamoci.

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Gennaro Gattuso

Altro allenatore che andremmo a pescare in Lega Pro, con il permesso degli amici di Pisa che sarebbero ben felici di dare alla Nazionale il loro gioiello. Ringhio sa cosa significa servire e onorare la maglia della Nazionale, è campione del mondo e se c’è da difendere l’onore di un Paese e della sua gente non si tira sicuramente indietro.

Difetta di esperienza internazionale, questo si, ma in qualche modo ci arrangeremo. La grinta di Gattuso ci farebbe entusiasmare come pochissime cose al mondo, e rischieremmo di vedere un numero spropositato di risse e questioni sulla linea del fallo laterale. Se poi per caso qualcosa dovesse andare per il verso sbagliato, ci troveremmo già in prima linea. Si, Gennaro Gattuso sarebbe una scelta assennata e oculata per gestire il dopo Antonio Conte, ne siamo abbastanza sicuri.

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